SAVONA: Caso pedofilia, così due religiosi scoprirono gli abusi.

SAVONA. La bacchettata del gip Fiorenza Giorgi alla Chiesa savonese riguardo alla presunta indifferenza nei confronti delle vittime di fronte a casi scottanti (pedofilia ed omosessualità) non sarebbe passata inosservata. E le reazioni nel mondo cattolico sono state immediate, vibranti, fino a raggiungere i piani alti. L’accurata indagine condotta dal pm Giovanni Battista Ferro e dalla squadra mobile ha infatti permesso di portare alla luce uno spaccato inquietante della vita in Seminario negli anni’70-’80 che si sarebbero poi riverberate anche in seguito con i casi scottanti che hanno portato alla condanna di don Giorgio Barbacini e don (ormai ex) Nello Giraudo sempre per pedofilia. Un fenomeno che negli ultimi decenni avrebbe subìto un rallentamento, ma che per molto, troppo, tempo, sarebbe stato ignorato se non addirittura “coperto” «per salvaguardare l’immagine della Diocesi». E servirebbe un gesto deciso, preciso,della Chiesa per porre fine a quel periodo di veleni. Don Pietro Pinetto ha comunque sempre rigettato al mittente le accuse di aver toccato le parti intime di due minorenni dei quali si doveva occupare, accusando soprattutto S. P. di mentire. Nella sua versione dei fatti, il prete cellese, ora in piazza Bologna, ha contestato anche la ricostruzione dei luoghi fatta dalla vittima e in particolare su una stanzetta a fianco della camerata principale dove si sarebbero consumati alcuni atti di libidine. Ma se i genitori della vittima – in particolare la madre – non sembrano avere dubbi sul comportamento dell’educatore nei confronti del figlio, uno squarcio di sereno e aria pura nel cielo plumbeo dei non so, non ricordo, assolutamente non ricordo nulla del genere, è arrivato dal vicario generale della diocesi, Antonio Ferri e dall’ex prete Eugenio Illarcio. Don Ferri, infatti nel corso dell’audizione davanti agli agenti di polizia ha in un primo momento sostenuto di non aver mai avuto notizia di comportamenti sospetti di don Pinetto, per poi aggiungere di aver appreso da un prete (ora deceduto) della richiesta d’aiuto della mamma di S. P. per una serie di problemi che avrebbe avuto il giovane seminarista con don Pinetto. Ma da un confronto con i superiori, sempre secondo il racconto derelato fatto a don Ferri, il prete negò gli addebiti. A conferma della tesi dell’accusa sulla conferma degli avvenuti abusi è arrivata la dichiarazione di Eugenio Illarcio nella quale – era il 2013 – sottolineava che don Pinetto si sarebbe giustificato delle accuse di un secondo seminarista limitandosi a un «gli ho insegnato a lavarsi». Un discorso che sarebbe avvenuto a Celle a commento delle notizie giornalistiche proprio sulla vicenda giudiziaria che aveva travolto don Pietro Pinetto.

ciolina@ilsecoloxix.it

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