Città del Vaticano – «Abbi il coraggio di dimetterti». Mentre in Italia il dossier pedofilia rimane sottotraccia e silente, visto che non è mai deflagrato a livello nazionale nonostante i diversi casi che in questi anni hanno interessato tanti tribunali civili (Savona, Milano, Napoli, Brindisi, Taranto, Potenza solo per citarne alcuni), in Francia esplode con forza e si riapre il caso del cardinale Barbarin, accusato di avere insabbiato il caso di un prete pedofilo. Il dibattito nazionale è stato aperto da un sacerdote, Piere Vignon, della diocesi di Valenza che ha lanciato sui social una petizione per domandare all’arcivescovo di Lione di dare le dimissioni proprio per come in passato ha gestito il caso del pedofilo padre Preynat.
L’iniziativa di Vignon è la risposta diretta alla lettera che il Papa ha inviato «Al popolo di Dio» due giorni chiedendo maggiore energia per debellare la piaga della pedofilia nella Chiesa. Barbarin è già finito nei guai con la giustizia civile per non avere denunciato il prete orco, anche se l’arcivescovo si è sempre difeso sostenendo di avere fatto tutto quello che era in suo potere. Barbarin sarebbe venuto a conoscenza delle violenze sugli scout solo nel 2007 anche se i fatti incriminati si riferiscono ad un periodo precedente (tre il 1986 e il 1991). Le associazioni delle vittime non gli risparmiano feroci critiche per come ha gestito la denuncia.
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