PARIGI-ADISTA. È ancora in gran parte sotterraneo, parlarne è ancora un enorme tabù. Forse l’ultimo. Ma esiste, e lentamente, caso dopo caso, le vittime cominciano a superare le resistenze e a liberarsi da questo fardello pesantissimo. È il fenomeno degli abusi sessuali sulle religiose, versante ancora poco noto di una piaga che sembra senza fondo, in gran parte nascosto per le dinamiche di controllo e di potere che causano omertà e senso di colpa. Sono abusi sessuali perpetrati spesso su donne fragili e vulnerabili da uomini in posizione di superiorità gerarchica, ma non di rado anche da consorelle o superiore, e che restano sepolti nella coscienza per decenni; spesso, se una vittima riesce a parlarne, lo fa dopo aver abbandonato la vita consacrata, dopo aver trovato la forza di ricominciare un’altra esistenza. In questi ultimi anni, tuttavia, sempre più frequenti sono le denunce, anche se spesso si tratta di casi ormai prescritti.
Si tratta comunque della punta di un iceberg dalle dimensioni ancora sconosciute, diffuso in tutto il mondo e che si è iniziato a intravedere nel lontano 2001, quando grazie al settimanale statunitense National Catholic Reporter furono pubblicati quattro documenti strettamente confidenziali; tra questi, uno del 1998 a firma di suor Marie Mc Donald e l’altro del 1995, di suor Maria O’ Donohue – all’epoca coordinatrice dei programmi sull’Aids per conto della Caritas Internationalis e dell’agenzia Cafod (Fondo cattolico per lo sviluppo oltremare) (v. Adista nn. 24, 26, 27, 30, 36, 37 e 42/01) – consegnato al card. Martinez Somalo, allora prefetto della Congregazione vaticana per la Vita Consacrata. Erano rapporti in cui si parlava di suore sfruttate sessualmente, sedotte e spesso violentate da preti e missionari in quanto considerate «sicure» dal punto di vista sanitario. Sul problema è poi tornata in tempi più recenti, nel 2015, la teologa congolese suor Rita Mboshu Kongo, docente alla Pontificia Università Urbaniana, in un seminario internazionale dal titolo “La Chiesa di fronte alla condizione delle donne oggi”, promosso dal mensile Donna Chiesa Mondo, supplemento dell’Osservatore Romano (v. Adista Notizie n. 22/15). In Africa, denunciò con forza suor Rita, ci sono suore costrette a “vendersi”, abusate da ecclesiastici e poi abbandonate dalle loro stesse congregazioni.
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