Per queste affermazioni hanno fatto un’ispezione oculare nella soffitta dell’Istituto, dove hanno trovato una parete con un buco dove potrebbero essere state attaccate le catene. Hanno trovato altre prove che vanno ad aggravare la condizione dei cinque detenuti.
Strazianti e macabri dettagli sono stati apportati da una testimone e vittima sui reiterati abusi sessuali i quali, secondo quanto ha denunciato, è stata sottomessa nell’Istituto Provolo di Luján. Grazie a questa testimonianza è stata fatta un’ispezione oculare e sono stati trovati altri elementi per incriminare gli accusati e continuare l’indagine.
Si tratta di una giovane che è ancora minore di 18 e che ha sofferto reiterati abusi dai 5 anni, quando era alunna internata dell’Istituto Provolo, diretto dal prete Nicola Corradi. Altri testimoni e vittime l’avevano indicata come una delle tante (vittime), ma in quel momento non ha voluto dichiarare. Ora, con l’appoggio psicologico corrispondente, ha accettato di raccontare l’orrore che ha vissuto per anni.
Ha raccontato come sono stati i primi abusi, la complicità di altre autorità e (altre) religiose che vengono indagate, ma sono ancora in libertà. “Ha raccontato altri eventi come una delle suore che la colpiva, che sapeva ciò che le succedeva, come le suore vedevano quando le veniva mostrata pornografia e dà un dettaglio su una volta quando è stata portata, per abusare di lei, in una stanza dove c’erano catene, le ammanettavano i polsi e che lì si producevano atti di abuso sessuale”, ha raccontato Sergio Salinas, avvocato di Xumex, querelante per le vittime.
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