Sarebbero di proprietà di un sacerdote e di una dipendente comunale le due case d’appuntamento sequestrate la settimana scorsa dagli agenti del commissariato di polizia di Milazzo, guidato dal vice questore Antonio Rugolo. All’interno dei due appartamenti, entrambi in un popoloso condominio di via Spiaggia di Ponente, operavano da mesi una decina di donne provenienti dall’America latina che si alternavano nell’offrire prestazioni sessuali a clienti che provenivano da tutto l’hinterland. I prezzi erano “popolari”: tra le 50 e le 70 euro. Troppo “passeggio” – giorno e notte – per passare inosservati. Ogni donna, infatti, riusciva ad incassare anche 500 euro al giorno.
Una situazione che avrebbe portato all’esasperazione i condomini che – a quanto pare – avevano più volte avvertito, sia il sacerdote che la donna, delle pratiche che avvenivano all’interno dei propri locali. L’attività, però, non sarebbe mai cessata. Secondo gli inquirenti gli appartamenti venivano affittati (o sub affittati) mensilmente a somme al di sopra dei prezzi di mercato e, secondo una nota della questura, non interamente dichiarati.
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