“Il celibato obbligatorio può causare un aumento degli abusi in alcune circostanze”. A dichiararlo è un rapporto stilato nei giorni scorsi in Australia dal “Truth, Justice and Healing Council”, organizzazione cattolica comprendente, tra gli altri, gli arcivescovi di Melbourne, Brisbane, Perth, Canberra e Adelaide. La dichiarazione contenuta nel dossier è di portata storica perché per la prima volta membri delle alte gerarchie ecclesiastiche riconoscono pubblicamente un collegamento tra il celibato e gli abusi sui minori. La chiave di lettura, finora adottata prevalentemente dai critici della Chiesa Cattolica, ora è stata fatta propria persino da alcuni suoi leader autraliani, che hanno visionato 160mila documenti ecclesiastici ed ascoltato 50 testimonianze.
Il dossier: “Necessaria formazione psico sessuale sui sacerdoti”
Intervistato dal quotidiano The Australian Francis Sullivan, responsabile del Truth, Justice and Healing Council, ha precisato: “Ciò non significa che il celibato debba essere sradicato, ma crediamo che sia arrivato il momento di effettuare una discussione onesta e aperta all’interno della Chiesa Cattolica”. Secondo il dossier, infatti, sarebbe sufficiente un’adeguata formazione “psico sessuale” sui sacerdoti, che in questo modo avrebbero maggiori strumenti per prevenire gli abusi sui minori. Il risultato del rapporto australiano è in netto contrasto con quello realizzato nel 2011 negli Stati Uniti e finanziato dalla Chiesa Cattolica americana: “L’aumento dei casi di violenze sessuali è stato innescato da fattori sociali nella società”, si spiegava allora, anche se il rapporto ricevette pesanti critiche per la sua presunta parzialità.
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