RITENIAMO CHE “la sola preoccupazione dei vertici della curia sia stata quella di salvaguardare l’immagine della Diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti… l’allora Vescovo di Savona non ha esercitato il suo potere-dovere di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli… nessuna espressione di rammarico risulta a favore degli innocenti fanciulli rimasti vittime delle ‘attenzioni’ del sacerdote“. Sono le parole tratte dalla sentenza del Giudice della Procura di Savona Fiorenza Giorgi riferite agli atteggiamenti omissivi a danno di decine di minori della Diocesi di Savona-Noli.
Oggi il problema si affronta con una sonora e assordante strombazzata mediatica apparsa sulle prime pagine di tutti i giornali. Nulla di fatto neanche questa volta malgrado le scuse alle vittime e le promesse al grido “MAI PIU” fatte dal Vescovo Lupi durante l’omelia davanti alle 5000 persone intervenute alla festa Patronale lo scorso 18 marzo al Santuario di N.S. di Misericordia. Una strombazzata, come quella della collaborazione con CISMAI, il Coordinamento Italiano contro gli Abusi all’Infanzia, grazie al quale la Diocesi savonese si è spacciata come risolutiva e all’avanguardia, ma nei fatti non ha offerto alcun sostegno alle vittime che, al contrario, si sono dovute rivolgere a Rete L’ABUSO.
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