Ferrara, 30 dicembre 2012 – FARE chiarezza, e farla subito perché di tempo ne è già trascorso abbastanza. Questa la volontà dell’avvocato Nicola Casadio, difensore di Valerio, il ragazzo di 21 anni che ha denunciato i presunti abusi sessuali subìti da un sacerdote di un paese del medio ferrarese, al confine con il Ravennate. Il giovane si presentò la prima volta a settembre in Questura a Bologna per sporgere denuncia ma poi tentò di ritirarla «perché non volevo fare del male ad alcuno», inconsapevole però che le querele per violenza sessuale non sono rimettibili proprio per non cedere a ricatti. Dopo essersi rivolto al legale, a ottobre una seconda denuncia, maggiormente dettagliata, è stata presentata in Procura a Ravenna (gli atti poi, per competenza territoriali, in quanto le presunte violenze sarebbero avvenute in una chiesa della nostra provincia, sono stati mandati a Ferrara). Ma ad oggi, a quanto pare, nulla è ancora stato fatto e Valerio non è mai stato sentito dagli inquirenti.
IL 21ENNE racconta di essersi scoperto gay fin da ragazzino e di avere contemporaneamente sentito dentro di sé la necessità di svolgere un percorso religioso avvicinandosi a una comunità di preghiera. «Poi su internet sono venuto in contatto con un religioso del Ravennate che mi ha invitato».
Così si è rivolto alla parrocchia estense, ai confini con il Lughese, appartenente alla Diocesi di Ravenna. «Una sera — è scritto nell’atto — il religioso mi diede da bere una tisana, mi sentii strano, compresi di aver perso ogni inibizione». E, continua l’accusa, fra i due ci fu un rapporto sessuale. «Ma io non volevo». Ne seguirono altri due, nei giorni successivi.
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