

-Benvenuti nella sezione“I dati generali di casi e sopravvissuti” della Rete L’ABUSO
Qui troverete informazioni dettagliate riguardo a I dati generali di casi e sopravvissuti, che sono fondamentali per comprendere la situazione attuale.
Quanti casi ci sono nelle parrocchie delle varie regioni italiane e sopratutto, quante vittime sopravvissute hanno prodotto?
Nei grafici che seguono abbiamo censito e suddiviso casi e sopravvissuti dettagliando la regione geografica, i casi detti “sommersi” ovvero quelli omessi alla giustizia mentre nei casiin cui c’è stata la denuncia, i vari gradi di giudizio ai quali sono attualmente.
Questa tabella grafica interattiva mostra una rapida panoramica dei casi nelle Regioni italiane. Passando il mouse su ogni colonna si aprirà una finestra con la specifica degli autori dei crimini.
Subito sotto invece, il dettaglio numerico dei casi con il conteggio delle varie categorie dei casi.
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Quante vittime sopravvissute hanno prodotto i casi censiti sopra?
In questo grafico il dato che abbiamo censito e suddiviso in colonne che contengono la regione, attraverso la colorazione delle stesse, da quale categoria di casi siano state prodotte.
Di seguito la rappresentazione numerica dettagliata.
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Nel pannello che segue abbiamo il conteggio e tutti i dati dei casi che l’Associazione ha censito insieme al conteggio delle vittime prodotte.
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso