
La quantificazione cronologica dei casi emersi ogni anno in Italia. Spesso la cronaca non unisce i punti tra i vari casi facendo sfuggire alla nostra percezione l’entità reale del fenomeno.

La quantificazione cronologica dei casi emersi ogni anno in Italia. Spesso la cronaca non unisce i punti tra i vari casi facendo sfuggire alla nostra percezione l’entità reale del fenomeno.
Annuario dei casi – iCODIS
In tutti i paesi membri dell’UE sono state fatte commissioni d’inchiesta sugli abusi sessuali del clero, tranne che in Italia dove certo, un’eventuale inchiesta, più che le colpe della chiesa solleverebbe le enormi responsabilità e le inerzie decennali dello Stato, che hanno favorito non solo gli abusi sessuali e le omissioni del clero, ma i pedofili in generale che in Italia godono indubbiamente più diritti delle loro vittime.
In questa pagina di pubblica denuncia che il team Spotlight Italia ha allestito e chiamata “Annuario”, ricostruiamo con i dati che rappresentano non solo gli unici dati esistenti in Italia, ma quella che viene chiamata in questi casi “la punta dell’iceberg”, quanti casi siano emersi ogni anno nel paese.
Lo facciamo con dei pannelli grafici, uno parte dal 2000 l’anno in cui la CEI aveva pubblicamente promesso di fare un’inchiesta, svanita poi puntualmente nel nulla.
In questi due primi pannelli abbiamo omesso il dato fornito dalla CEI in quanto non è circostanziato né per quanto riguarda i luoghi, né per quanto riguarda l’anno ecc. Abbiamo tenuto conto solamente dei dati censiti nel nostro archivio.
Nel grafico precedente è lampante la carenza di dati prima dell’anno 2000, dovuta principalmente al fatto che l’assenza di internet e dei vari strumenti offerti oggi dal web, ha notevolmente limitato la conoscenza dei casi e la loro memoria, oggi accessibile solo qualora la chiesa rendesse pubblici i suoi archivi.
Il 28 maggio 2022, il neoeletto Presidente della Conferenza Episcopale Italiana annuncia una commissione che vaglierà dal 2000 i più di 600 casi italiani giunti alla Congregazione per la Dottrina della Fede (oggi Dicastero), avviando un’inchiesta che ad oggi non è ancora stata fatta.
Per questi due motivi abbiamo pensato di partire nell’esposizione dei dati, dall’anno 2000, escludendo in questo grafico il dato dichiarato dalla CEI per insufficenza di dati come l’dentità dei rei, della diocesi in cui è avvenuto, del numero di vittime prodotte ecc. .
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SITUAZIONE ATTUALE DEI CASI E DEI VARI GRADI DI GIUDIZIO NELLE DIOCESI ITALIANE
Questo grafico interattivo permette di comprendere meglio la situazione attuale nelle Regioni italiane. Passando con il mouse sulle varie colonne, si aprirà una tendina interattiva con la catalogazione attuale dei vari gradi di giudizio dei casi in ogni regione.
Parliamo naturalmente di dati che riguardono la situazione penale dei casi presso l’Autorità Giudiziaria italiana.
Per chi volesse approfondire o fare un confronto con la situazione Giudiziaria Canonica, può trovare le informazioni relative ai dati forniti dalla Chiesa in questa sessione “Le omissioni nelle Diocesi CEI“.
Mentre ALLA SEZIONE “CASI & SOPRAVVISSUTI” del nostro portale, troverete sia in grafica che in dettaglio il rapporto tra CASI e VITTIME PRODOTTE.
Buona consultazione.
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso