(ANSA) – CITTÀ DEL VATICANO , 29 SET – “Delegati Pontifici per l’Istituto del Verbo Incarnato e per le Serve del Signore e della Vergine di Matará hanno convocato i Superiori e le Superiore provinciali di entrambi gli Istituti per partecipare a un incontro che si è svolto a Roma il 14 settembre 2026.
Erano presenti anche alcuni responsabili del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.
Nel corso dell’incontro è stato reso noto che sia il Tribunale Penale Speciale di primo grado sia quello di Appello, istituiti dalla competente autorità della Chiesa, hanno raggiunto la certezza morale in ordine alla responsabilità di P. Carlos Miguel Buela, Fondatore dei due Istituti, per fatti riconducibili a un delitto contro il sesto comandamento, commesso con violenza nei confronti di più persone, ai sensi del can. 1395 õ 2″.
E’ quanto afferma una comunicazione firmata dalla prefetta del dicastero per la vita consacrata, suor Simona Brambilla e dai due delegati pontifici che dal 2025 hanno condotto indagini nell’ordine, diffusa dalla sala Stampa della Santa Sede, a proposito del fondatore dell’Istituto del Verbo Incarnato e delle Serve del Signore e della Vergine di Matará, padre Buela morto a Genova nel 2023 mentre un processo canonico era in corso a suo carico.
Il sacerdote, tra l’altro, fu condannato dal tribunale del Vaticano nel 2010 per abusi su seminaristi e nel 2017 fu trasferito dall’Argentina a Genova.
“Tale chiarimento – si legge – intende contribuire al ristabilimento della verità, quale atto di giustizia nei confronti delle persone che hanno subito un danno a causa del comportamento del sacerdote Carlos Miguel Buela, nonché alla doverosa informazione dei membri di entrambi gli Istituti e al cammino di rilettura del carisma e di revisione, rinnovamento e purificazione della spiritualità, della formazione e dell’apostolato propri di ciascun Istituto, distinguendo tra il dono dello Spirito concesso per l’edificazione della Chiesa e i limiti o le condotte personali del Fondatore”. (ANSA).
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