In 15 anni sono 160 i sacerdoti condannati in via definitiva in Italia per pedofilia. “Ed è solo la punta dell’iceberg del fenomeno, le vicende emerse. Una nostra mappa segnala anche i casi attualmente in attesa di giudizio, quelli indagati all’estero e nascosti in Italia. La cifra quindi si amplia: in tutto sono circa 320. Ma pur tenendo conto solo del numero dei 160 condannati, e se pensiamo che con il caso Spotlight in 50 anni sono saltati fuori una settantina di preti pedofili, allora ci si può rendere conto della portata del fenomeno nel nostro Paese”. Così Francesco Zanardi, fondatore e presidente della ‘Rete l’Abuso’, l’associazione italiana vittime di preti pedofili, all’indomani del dossier sugli abusi commessi dal clero in Germania. Un’inchiesta, spiega all’Adnkronos, che non lo sorprende più di tanto.
“Benedetto XVI è accusato, quando era arcivescovo di Monaco, di non aver agito su 4 casi di pedofilia? Non mi stupisce. In Italia abbiamo decine di casi gestiti allo stesso modo. Come associazione abbiamo documenti non della Procura ma dei vescovi sui nostri assistiti. Io, da vittima, posso dire che tutto ciò non è uno choc, solo una conferma. E’ il modus operandi in tutto il pianeta”, dice Zanardi che ricorda le accuse mosse dall’avvocato Daniel Shea, difensore di 3 vittime della pedofilia dei religiosi di Galveston Houston (Usa), contro lo stesso Ratzinger su presunte coperture dei sacerdoti rei di abusi sessuali su minori.
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