Belgio, si erano rivolte alla Cedu per la prima volta a ottobre dopo che i tribunali locali avevano stabilito che il Vaticano non può essere ritenuta responsabile degli abusi, né dell’eventuale comportamento inadeguato dei vescovi belgi, e godeva dell’immunità dovuta agli Stati sovrani.
La Corte europea dei diritti umani aveva dato ragione ai tribunali belgi specificando che la Chiesa cattolica non è «strutturalmente responsabile» degli abusi dei suoi singoli. Inoltre, aveva aggiunto che il Papa non può essere considerato il «principale» dei vescovi e che «la condotta inappropriata attribuita direttamente alla Santa Sede non era stata compiuta sul territorio belga ma a Roma; e che né il Papa né la Santa Sede erano presenti in territorio belga quando la condotta inappropriata attribuita ai leader della Chiesa del Belgio era stata compiuta».
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