Il Fondo di riparazione creato nel 2016 dalla Chiesa cattolica svizzera per indennizzare le vittime di preti pedofili per casi caduti in prescrizione continuerà la propria attività per altri cinque anni. Lo ha comunicato la Conferenza dei vescovi svizzeri, annunciando anche novità per accedere ai risarcimenti dal primo luglio.
Finora per presentare la richiesta di riparazione al Fondo la vittima doveva in genere rivolgersi alla propria diocesi oppure alla CECAR (la Commissione indipendente di ascolto e sostegno) attiva in Romandia. L’indennizzo poi variava a seconda degli abusi subiti e raggiungeva fino a 20’000 franchi nei casi più gravi. Una prima grande novità è che in futuro le richieste di risarcimento potranno essere avanzate da tutti i servizi di aiuto alle vittime riconosciuti dallo Stato.
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