Città del Vaticano – Il Vaticano ha inspiegabilmente scagionato un vescovo americano di 89 anni da una raffica di accuse relative a vecchie storie di abusi. In pratica il tribunale della Congregazione della Fede ha stabilito che «non c’era alcuna certezza morale» per provarle. E’ stato spiegato che le accuse delle presunte vittime contro l’anziano Joseph Hart – per anni vescovo di una cittadina dello Wyoming, negli Stati Uniti, – erano speciose e a tratti inconsistenti, benché questo brutto caso fosse rimbalzato a Roma con grande clamore, grazie al lavoro meticoloso condotto da una serie di esperti laici. La stampa americana che in questi anni ha seguito il caso aveva parlato e raccolto testimonianze di ragazzi minorenni all’epoca dei fatti. In tutto una decina di casi.
Mentre il vescovo Hart ha continuato a sostenere la sua estraneità ai fatti rispedendo al mittente le critiche di essersi comportato male o di avere abusato di minori, il suo successore, il vescovo che lo ha sostituito e attualmente dirige la diocesi di Cheyenne, Steven Biegler, ha commentato negativamente le conclusioni del Vaticano, affermando che di certo non significano che Hart sia innocente, ma solo che la Santa Sede ha ritenuto le prove non sufficienti.
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