Il bimbo è stato seguito in bagno dall’uomo che lo ha messo all’angolo, avvicinandolo a sé. I fatti sono accaduti nella scuola Bonghi, in zona San Giovanni. L’operatore scolastico aveva riportato già altre due condanne per reati sessuali dello stesso tipo prima dell’assunzione e il ministero non ha vigilato
Il ministero dell’Istruzione dovrà risarcire, a metà con un bidello pedofilo, la vittima di una violenza sessuale avvenuta all’interno di un istituto scolastico, un bambino di 10 anni, oggi 22enne. Il motivo è che l’operatore scolastico aveva riportato già altre due condanne per reati sessuali dello stesso tipo prima dell’assunzione e il ministero non ha vigilato sul fatto, permettendo che continuasse a stare a contatto con i bambini. E poco importa che il bidello abbia mentito in un’autocertificazione soprassedendo sulle precedenti beghe giudiziarie: “Il mendacio nelle sue dichiarazioni al ministero non sollevano il datore di lavoro da responsabilità, in quanto in ogni caso l’evento dannoso è stato compiuto da un suo dipendente nell’espletamento delle sue mansioni nella scuola dove lavorava al tempo”.
Il tribunale civile, così, li ha condannati entrambi, ministero e bidello, a risarcire in percentuali uguali la vittima, assistita dagli avvocati Armando Fergola e Antonella Zordan, con 188mila euro. La vicenda risale al 2008 all’interno della scuola Bonghi, in zona San Giovanni. Il bimbo è stato seguito in bagno dall’uomo che lo ha messo all’angolo, avvicinandolo a sé. Un episodio ripetuto in diverse occasioni. Ad accorgersi della vicenda è stata la mamma, la quale ha notato strani comportamenti nel piccolo e ha denunciato in procura. Nel 2014, per il fatto, il bidello è stato condannato a sei anni di reclusione con la radiazione dal servizio, sentenza poi divenuta definitiva.
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