La legge della Chiesa in materia di abusi ai danni di minori e di adulti vulnerabili necessita di un cambiamento. Questa, in sintesi, è la posizione espressa dall’arcivescovo di Johannesburg Buti Tlhagale. La normativa attuale, stando alla posizione dell’ecclesiastico sudafricano, dovrebbe prevedere un effetto giuridico tanto diretto quanto esemplare: la scomunica.
Tihagale, come riportato da LifesiteNews , ha fatto notare l’esistenza di discrepanze giuridiche all’interno del diritto canonico: un consacrato che coadiuva o pratica l’aborto o che si sposa, viene scomunicato di netto. Ma un sacerdote che si rende responsabile di violenze sessuali può continuare a far parte della comunione dei fedeli. Una bella differenza di giudizio.
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