Altro prete allo scoperto. Ricardo Giménez è stato denunciato per aver abusato di minori. A raccontarlo è la 46enne Julieta Añazco che ricorda quei terribili momenti a Il Fatto Quotidiano. Era il 2011, quando alla donna, passeggiando per le vie vicine alla chiesa di Giménez, a La Plata in Argentina, è riaffiorato alla memoria l’abuso che ha subito anni prima. “Non avevo associato quel prete alla mia violenza, perché era come come se l’avessi messo in fondo a un cassetto della memoria. Dopo due anni da quella passeggiata, nacque mio nipote. Cominciai a sentire una paura folle, inspiegabile. E ho iniziato a ricordare“.
Così Julieta si è dedicata alla ricerca su internet, scoprendo altre vittime e ricordando quel fatidico campeggio: “Lui ci chiedeva di non raccontare quello che succedeva durante la confessione, altrimenti saremmo andate all’Inferno. Così non lo raccontai a nessuno e così fecero anche le mie amichette dell’epoca”. Per cinque anni la donna non ha ricordato nulla, solo in maggiore età ha iniziato a parlare. “Ho contattato avvocati per capire se potessi fare una denuncia. Dicevano che il reato, dopo 30 anni, era prescritto. Poi è iniziato questo lungo cammino di denunce e lotta. Grazie ai social ho potuto contare su una catena umana di investigatori. Ho scoperto così il suo nome – spiega la Añazco – Con un gruppo di donne di La Plata e un collettivo di vittime di abusi di Neuquén, abbiamo organizzato una protesta pubblica di fronte alla chiesa in cui Giménez faceva messa, e un’altra di fronte alla sua abitazione. Un giorno sono andata a messa, e ho riconosciuto la sua voce: era lui”.
Support authors and subscribe to content
This is premium stuff. Subscribe to read the entire article.











