Città del Vaticano – Violenze anche nei conventi femminili, tra suore lesbiche. L’inchiesta supplementare del Papa sugli abusi sessuali in Cile sta scoperchiando una piaga dai contorni molto più vasti di quanto non inizialmente si era ipotizzato. Uno dei due ispettori vaticani mandati a Santiago del Cile alcuni mesi fa per raccogliere ulteriori prove, in questi giorni ha rifatto la valigia per portare a termine una seconda missione. Intanto sta affiorando anche la piaga degli abusi (sessuali e psicologici) all’interno del mondo religioso femminile. Un caso, in particolare, ha scoperchiato un ulteriore filone da approfondire, quello di una ex monaca, uscita l’anno scorso dalla Congregazione delle sorelle del Buon Samaritano dopo aver subito un inferno di soprusi inimmaginabili sia in Cile, che in Spagna.
Consuelo Gomez ha detto di essere stata molestata e abusata da una suora lesbica. Ieri la Chiesa cilena ha chiesto ufficialmente perdono a Consuelo per tutto il male che le è stato inflitto, per la mancanza di cura e per non avere dato seguito alle denunce, istruendo un processo interno. La Conferenza episcopale cilena ha manifestato «con dolore il riconoscimento delle gravi mancanze dentro alle comunità religiose». Anche la congregazione delle suore del Buon Samaritano ha emesso un comunicato di scuse per la via crucis patita da Carmen in Messico, in Cile e in Spagna.
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