E’ stato condannato per pedofilia ed ha scontato la pena in carcere. Ed ora don Paolo Turturro, 67 anni, è tornato libero. Vive al Borgo della pace fondato nelle campagne di Baucina (Pa), e celebra messa nelle chiese della diocesi. La Chiesa non lo ha mai sospeso a divinis, malgrado una condanna definitiva a tre anni. Era parroco della chiesa di Santa Lucia al Borgo Vecchio. E proprio durante lo svolgimento del suo ministero Turturro è finito al centro di una vicenda di abusi sessuali nei confronti di minori. La Cassazione ha confermato la condanna: fu accusato da due ragazzini che sostennero di essere stati abusati dal prete: uno con un bacio intimo, l’ altro con una violenza vera e propria.
Gli avvocati Ninni Reina e Vincenzo Gervasi riuscirono a dimostrare che la violenza quasi completa ai danni di un ragazzino era avvenuta un anno prima della contestazione, nel 1999 anziché nel 2000, e per questo il tempo trascorso fece venir meno il reato, grazie alla prescrizione. Rimase in piedi un fatto che, nel secondo giudizio di appello, fu considerato di minore gravità. Il processo portato a una sentenza di colpevolezza. Non sufficiente, però, secondo il Vaticano, per arrivare al più estremo dei provvedimenti, ossia la sospensione dall’ esercizio del ministero sacerdotale e la riduzione allo stato laicale.
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