Gli integralisti amano negare che la pedofilia nella Chiesa sia un problema. Sostengono che «lobby molto potenti» vogliono mettere a tacere chi si oppone a «la somministrazione della pillola RU486, l’eutanasia, il riconoscimento delle unioni omosessuali». Si dice che i pochi casi reali di preti pedofili siano da attribuirsi alla loro omosessualità e alla «rivoluzione sessuale» prodotta dal ’68. Non come quei gay che vanno condannati in virtù di come la signora De Mari ami additarli come «pedofili» solo perché appare incapace di comprendere il pensiero espresso da Mario Mieli e preferisce estrapolare alcune frasi dal loro contesto in modo da renderle equivocabili.
Eppure la negazione pare diventare omertà quando si scopre che Massimo Introvigne, ex reggente di Allenza Cattolica, ha dichiarato:
Support authors and subscribe to content
This is premium stuff. Subscribe to read the entire article.










