A partire dal prossimo mese di settembre, nella Svizzera romanda le vittime di abusi sessuali commessi da sacerdoti e operatori pastorali il cui reato è stato prescritto, potranno rivolgersi direttamente ad una speciale Commissione indipendente dove potranno “trovare ascolto e sostegno”. La nuova “Commissione di ascolto, conciliazione d’arbitraggio e riparazione” (Cecar) è stata presentata alla stampa a Losanna martedì scorso.
L’esempio belga
L’iniziativa – riferisce l’agenzia Apic – si ispira al percorso già intrapreso dalla Chiesa in Belgio. La Commissione è composta da due rappresentanti delle vittime, tre membri della società civile e due rappresentanti della Chiesa cattolica. In pratica, le vittime saranno ascoltate da un comitato di tre conciliatori che hanno il compito di accertare la fondatezza delle denunce. Esse non dovranno comunque portare prove, ma dimostrare la veridicità dei fatti denunciati e, soprattutto, avranno la possibilità di parlare della loro situazione attuale. La persona chiamata in causa come responsabile degli abusi sarà interpellata e al termine delle audizioni, i conciliatori e la vittima elaboreranno insieme una proposta di soluzione che sarà sottoposta all’esame della Commissione.
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