SAVONA. Il vescovo coadiutore di Albenga, Guglielmo Borghetti, ieri mattina è tornato in procura in compagnia del suo braccio destro, il vicario generale,l’imperiese Ivo Raimondo. Ragione dell’improvviso e rapido blitz nel capoluogo è stato ancora una volta don Francesco Zappella, il parroco (finoal9dicembre) del santuario di Sant’Antonio da Padova di Borghetto.
La lettera di dimissioni da parroco e vice direttore della Caritas diocesana ingauna,non è bastata ad evitare al sacerdote un altro,violentissimo,temporale. Nell’incontro con il sostituto procuratore della Repubblica, Giovanni Battista Ferro, il vescovo di Albenga, ha infatti acquisito gli atti d’indagine del processo che il 9 maggio del 1991 hanno portato i giudici del tribunale di Pinorolo a condannare Francesco Zappella a 14mesiperattidilibidine violenta su due ragazzini infra quattordicenni. Ma è proprio da quella documentazione d’inchiesta che la procura savonese e di conseguenza la Curia sono venuti a scoprire una sorta di doppia vita del parroco borghettino.
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