Il Vaticano non è una piccola oasi felice e anche nello Stato Pontificio i reati sono in aumento. Un fenomeno definito “preoccupante” da Gian Piero Milano, promotore di giustizia vaticano che ha parlato all’inaugurazione dell’anno giudiziario. I reati già noti come i borseggi ai danni dei milioni di turisti che affollano il Vaticano vengono ora affiancati dareati “impensabili” e difficilmente associabili allo Stato Pontificio come il traffico internazionale di stupefacenti e la pedopornografia.
Per ora sono due i casi di detenzione di materiale pedopornografico acclarati dalle autorità giudiziarie vaticane. Il primo caso è noto. Si tratta dell’arcivescovo ed ex nunzio Jozef Wesolowski, denunciato anche dalle autorità dominicane e attualmente agli arresti domiciliari in Vaticano. L’uomo è ancora in attesa di un processo che potrebbe portarlo ad una condanna di 7 anni, una pena lieve e inadeguata se si pensa che a suo carico non si parla soltanto di materiale pedopornografico, bensì diabuso su minori. Il secondo caso invece non è noto e non si sa ancora se riguarda personalità ecclesiastiche.
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