LUGANO – Cinque anni e mezzo di carcere, più un trattamento terapeutico ambulatoriale e l’interdizione a vita di svolgere attività professionali o extraprofessionali a contatto con minorenni. È questa la pena proposta dalla pubblica accusa per il prete ticinese Don Rolando Leo, accusato di aver abusato sessualmente di nove ragazzi, di cui quattro minorenni.
«L’imputato ha ridotto a oggetti sessuali tutte le sue vittime. E sapeva e sa quali sono le sue pulsioni sessuali, ma non le riconosce realmente», ha detto la procuratrice pubblica Valentina Tuoni. «In corso di inchiesta ha affermato di aver agito senza consapevolezza e di non sapersi spiegare perché massaggiasse i genitali dei ragazzi con il suo avambraccio. Ha detto persino di voler aspettare i risultati della perizia psichiatrica per capire quale male l’avesse spinto a fare quanto ha fatto».
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