Circa cinque ore per raccogliere le rivelazioni delle presunte vittime dell’arcangelo, al vertice di quella che è stata ribattezzata come la congrega degli orrori. Attesa anche per la decisione del tribunale del riesame per tre indagati, tra cui l’ex assessore regionale Rotella. Per loro la procura di Catania ha chiesto gli arresti domiciliari.
Fuori dall’aula la solita folla di congiunti, mentre dentro c’è sempre lui. Il 73enne Pietro Capuana, accusato di essere al vertice della cosiddetta congrega degli orrori di Aci Bonaccorsi. Trascorsa una settimana dall’ultima udienza, l’uomo, che si trova detenuto in carcere, è ritornato nel palazzo di giustizia di Catania per ascoltare le rivelazioni di altre sei testimoni. Ragazze che gli puntano il dito contro, accusandolo di avere mischiato preghiere e violenze sessuali nelle tre case utilizzate dall’associazione cattolica Cultura e ambiente. Ribattezzato «l’arcangelo» dai suoi adepti, Capuana, secondo la procura etnea, avrebbe «soddisfatto le sue pulsioni sessuali definendosi pervaso dallo Spirito santo». Un soggetto «speciale», lo definivano le sue tre collaboratrici che adesso si trovano agli arresti domiciliari, tanto da ritenerlo particolarmente «vicino a Dio».
Support authors and subscribe to content
This is premium stuff. Subscribe to read the entire article.









