Azioni e omissioni di Governo & Stampa in materia di pedofilia – Qui il nostro report dal 2010

Abbiamo ritenuto di dover creare questa pagina in quanto la disinformazione della Stampa italiana purtroppo da 10 anni ha sempre evitato di approfondire il problema. Per fare un esempio, leggerete che la Rete L’ABUSO ha depositato il 27 novembre 2017, attraverso l’Onorevole Matteo Mantero, una interrogazione parlamentare nella quale si chiedeva tra le altre cose, una commissione di inchiesta come quelle fatte negli altri paesi. Vi basterà cercare su Google per rendersi conto che tranne qualche testata locale, la stampa non ha riportato la notizia. In compenso ha riportato quella delle vittime tedesche, che chiedono una commissione al Governo…

Non a caso, dopo alcuni paesi del terzo mondo la Stampa italiana italiana è al 77° posto per la libertà di informazione e con questa pagina che aggiorneremo puntualmente, tentiamo di fare controinformazione alla pesantissima censura imposta dalle redazioni giornalistiche, che non informando l’opinione pubblica, di fatto creano una dittatura giornalistica utile al Governo per non intervenire su certi temi, in quando se non se ne parla, il problema non esiste.

Come potete chiaramente vedere sulla nostra mappa, i casi censiti in Italia sono più di 300 in 15 anni, lo scandalo del team Spotlight ne contava soli 70 in 50 anni. Questo solo per farvi capire quanto la censura in Italia sostenga questi crimini tacitandoli e divenendone complice.

La censura della stampa italiana è così imponente che il 20 aprile del 2018, la stampa estera inviterà l’Associazione presso la sua sede di Roma, dove ci chiederà informazioni sulla situazione italiana, in quanto, neppure loro riescono a reperire notizie dalla stampa italiana.

Di seguito una crono-storia di tutte le iniziative importanti presentate in Italia di cui la stampa non via ha parlato negli ultimi 10 anni. Per rendere meglio l’idea del danno prodotto dalla censura, vi invito a leggere le tre fasi della famosa inchiesta del Boston Globe nella vignetta sopra a destra.

Buona lettura.

E’ il1 9 aprile 2005 quando Joseph Ratzinger viene accusato in Texax dall’avvocato Daniel Shea, per intralcio alla giustizia…

Di li a poco, la morte di Wojtila e Joseph Ratzinger sarà provvidenzialmente eletto Papa Benedetto XVI.

La prima cosa che farà nel suo pontificato, sarà chiedere al Presidente Bush, in quanto successore di Wojtila di poter usufruire dell’immunità che gli verrà subito concessa

Notizia che in Italia quasi nessuno sapeva, arriverà 5 anni dopo e solo a seguito degli scandali che emergeranno in tutta Europa, costretti dalla pubblicazione da parte della stampa estera.

Tutto inizia nell’aprile del 2010 quando dopo l’Irlanda, in tutta Europa i vari Stati iniziano ad avviare commissioni d’inchiesta per fare luce su un problema già ben noto da un decennio negli Stati Uniti.

In Italia…

È il 2 aprile del 2010 quando l’allora Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano, manda un’ispezione nell’ufficio di un magistrato di Milano fuori dall’ordinario, Pietro Forno, il più attivo ed esperto pioniere all’epoca nella materia della pedofilia clericale, con già una decina di casi alle spalle. “Il Corriere

Roma, 3 apr. (Apcom) – “Non potranno certo essere gli ispettori del Ministro Alfano a stabilire se le gerarchie ecclesiastiche periferiche e/o centrali della chiesa cattolica hanno dato copertura a membri del clero responsabili di molestie e violenze sessuali nei confronti di minorenni. Né lo potranno eventualmente stabilire i magistrati visti i rapporti che intercorrono tra la Repubblica italiana e la Santa sede. Lo potrebbe però fare una Commissione di inchiesta parlamentare con i poteri giudiziari”. E’ la proposta di Maurizio Turco, deputato radicale. (Apcom)

La risposta dell’esecutivo non si lascerà attendere. E’ il 16 aprile del 2010.

Da Il CORRIERE – “Il governo: «Inqualificabile campagna diffamatoria contro il Papa e la Chiesa»

ROMA – Nel giorno del suo 83mo compleanno, Benedetto XVI ottiene un sostegno pieno e inequivocabile da parte dell’Italia. Il Consiglio dei ministri in un comunicato ha «confermato la solidarietà del governo per l‘inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa». Il comunicato spiega che il Consiglio ha anche rivolto «un caloroso augurio di buon compleanno al pontefice».”

Nemmeno una parola di rammarico le le migliaia di cittadini italiani rimasti vittime del clero.

Questa fu l’unico “dibattito” del Governo in materia, nato e morto in meno di 15 giorni senza mai arrivare a una discussione parlamentare o almeno a una calendarizzazione, rimarrà isolato sulle pagine dei giornali fino al 2017.

Una fotografia dell’epoca in questo video dell’Onorevole radicale Maurizio Turco.

Il 31 gennaio 2014, il Comitato per i diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite apre così il suo report conclusivo; “Il Comitato tuttavia lamenta che il secondo rapporto periodico è stato presentato con un considerevole ritardo, il che ha impedito al Comitato di poter esaminare l’implementazione della Convenzione da parte della Santa Sede per 14 anni.”

Concluderà così  “J. Prossimo rapporto
66. Il Comitato invita la Santa Sede a presentare il suo rapporto periodico combinato dal terzo al sesto entro il primo settembre 2017 e ad includere in esso le informazioni sull’implementazione delle presenti osservazioni conclusive.”

Nel 2021 il Vaticano non ha ancora risposto. Qui il testo integrale

E’ il 30 agosto del 2016 quando dopo una rocambolesca corsa ai ripari a seguito di un sollecito, Maria Elena Boschi, all’epoca Ministro alle pari opportunità, costituirà l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile.

L’Osservatorio è stato istituito ai sensi dell’articolo 17, comma 1-bis, della legge 3 agosto 1998, n. 269, con il compito di acquisire e monitorare i dati e le informazioni relativi alle attività svolte da tutte le pubbliche amministrazioni per la prevenzione e la repressione dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori.

Pochi giorni dopo, il 12 settembre 2016, con un decreto integrativo la Boschi dimette il Funzionario Michele Palma e con un escamotage, lo sostituisce con don Fortunato Di Noto, che ne diventerà consulente.

L’osservatorio scopriremo che in realtà è un semplice ufficio che dopo diverse richieste non solo da parte dell’associazione, ad oggi non ha mai fornito nessuno dei dati chiesti.

Negli anni successivi, la Rete L’ABUSO cercò tra le cariche dello Stato qualcuno che volesse occuparsi di questo cancro che crea vittime tra i minori, ma nessuno sia in Senato che in Parlamento, si dimostrò interessato alla salute psicofisica anche dei propri figli.

Nel 2016, dopo tante interpellanze, sembrò che la Senatrice Ligure PD Donatella Albano e il Senatore M5s Alberto Airola volessero occuparsene e la Albano lo fece, fino a formulare un’interrogazione che però fu fatta ritirare dal suo gruppo appena avuta la notizia del deposito.

Dovremmo attendere fino al 27 novembre del 2017 quando un altro Ligure, all’epoca Parlamentare M5s, Matteo Mantero, riuscì a depositare finalmente la prima interrogazione parlamentare in Italia, purtroppo però, ancora oggi sul sito del Parlamento in attesa di una calendarizzazione. Il tutto nel più totale silenzio dei mezzi di informazione.

Il 19 febbraio del 2018 la Rete L’ABUSO interviene e con una diffida all’attenzione di; PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA; PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI; CENTRO REGIONALE DI INFORMAZIONE DELLE NAZIONI UNITE – COMITATO ONU PER I DIRITTI DEL FANCIULLO; PRESIDENZA DELLA 12ª COMMISSIONE AFFARI SOCIALI . Di qui in poi, una serie di abusi d’ufficio e omissioni d’atti d’ufficio da parte delle Istituzioni preposte, a danno di bambini e bambine. Ne lo stato ne l’esecutivo, risponderanno mai come abbiamo già visto con l’interrogazione parlamentare e la diffida.

Il 17 ottobre del 2018, la Rete L’ABUSO denuncia alla Procura della Repubblica le gravi omissioni a danno di minori fino a quel momento rilevate, ma documenterà soltanto l’omissività anche dell’Autorità Giudiziaria, che malgrado diversi reati procedibili d’ufficio, archivierà l’intero fascicolo una settimana dopo il deposito.

Nel video a seguire la presentazione della denuncia al Governo italiano presso la Stampa Estera di Roma alla quale erano presenti decine di giornalisti e solo due testate italiane, ANSA e LA VERITA‘.

A questo punto fu chiara la gravità della posizione omissiva delle più alte Istituzioni dello Stato Italiano, di fatto spudoratamente complice del Vaticano e aimè, l’evidente realtà, ovvero l’assenza di Istituzioni nel paese interessate alla salute psicofisica dei minori.

Dal 4 all’8 giugno 2018 a Bernaux, sul confine tra Francia e Svizzera, si riuniranno nel massimo riserbo 15 rappresentanti di associazioni di sopravvissuti agli abusi del clero di quattro continenti, tra loro anche la Rete L’ABUSO. Insieme fonderanno ECA Global Justice Project, oggi presente in 42 paesi.

Il 6 giugno 2018 questi 15 uomini, faranno il loro primo ingresso a Palais Wilson, sede dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, dove accolti dal Funzionario Gianni Magazzeni, si accrediteranno.

Il 20 novembre 2018 la Rete L’ABUSO, esaurite tutte le possibilità presso le Istituzioni italiane di fatto latitanti, è costretta a rivolgersi alle Nazioni Unite, per l’esattezza al Comitato per la tutela dell’infanzia al quale denuncerà lo Stato Italiano per le gravissime omissioni e violazioni.

Qui il testo integrale della denuncia Report Giustizia sul caso Italia

Dieci anni dopo la prima denuncia di Maurizio Turco, questa la situazione al 21 febbraio 2019, Summit pedofilia, le vittime dei preti Il fatto che la Chiesa riduca un prete colpevole allo stato laicale, non mi risolve il problema. Mi trovo un pedofilo che prima era un prete e adesso non fa più il prete di mestiere ma sempre pedofilo rimane“.

Ecco cosa chiedono i sopravvissuti agli abusi sessuali del clero. (video)

Il 22 e il 23 gennaio 2019 a Ginevra l’ONU interroga lo Stato italiano. Come vedrete nel video di seguito, la delegazione italiana impreparata non risponde, irritando la Presidente del Comitato che aprirà così la seconda giornata di lavori.

Buongiorno a tutti, spero che abbiate passato tutta la notte svegli, senza colazione a lavorare“. Sarà il membro del Comitato Jorge Cardona a portare in seduta la nostra denuncia e chiuderà l’intervento concedendo una settimana al Governo italiano per rispondere ai silenzi di quella seduta. Ma l’Italia non risponderà mai nemmeno all’ONU.

E’ il 28 febbraio del 2019 quando arriva il pesantissimo giudizio dell’ONU che punta il dito sull’inerzia della magistratura e dello Stato nell’affrontare una situazione che secondo le proiezioni, solo in Italia potrebbe vedere fino a un milione di bambini vittime.

Sfruttamento e abuso sessuale

21. Accoglie favorevolmente il piano nazionale per la prevenzione e la lotta contro gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei bambini 2015-2017 e la rivitalizzazione dell’Osservatorio per contrastare la pedofilia e la pornografia infantile, il Comitato è preoccupato per i numerosi casi di bambini vittime di abusi sessuali da parte di personale religioso della Chiesa Cattolica nel territorio dello Stato Membro e per il basso numero di indagini criminali e azioni penali da parte della magistratura italiana. Con riferimento alle sue precedenti raccomandazioni (CRC / C / ITA / CO / 3-4, par. 75) e al commento generale n. 13 (2011) sul diritto del bambino alla libertà e contro tutte le forme di violenza nei suoi confronti e prendendo atto dell’Obiettivo 16.2 per lo Sviluppo Sostenibile, il Comitato raccomanda all’Italia di:

(a) Adottare, con il coinvolgimento attivo dei bambini, un nuovo piano nazionale per prevenire e combattere l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini e assicurarne l’uniforme implementazione su tutto il suo territorio e a tutti i livelli di governo;

(b) Istituire una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa Cattolica;

(c) Garantire l’indagine trasparente ed efficace di tutti i casi di violenza sessuale presumibilmente commessi da personale religioso della Chiesa Cattolica, il perseguimento dei presunti autori, l’adeguata punizione penale di coloro che sono stati giudicati colpevoli, e il risarcimento e la riabilitazione delle vittime minorenni, comprese coloro che sono diventate adulte;

(d) Stabilire canali sensibili ai bambini, per i bambini e altri, per riferire sulle violenze subite;

(e) Proteggere i bambini da ulteriori abusi, tra l’altro assicurando che alle persone condannate per abuso di minori sia impedito e dissuaso il contatto con i bambini, in particolare a livello professionale;

(f) Intraprendere tutti gli sforzi nei confronti della Santa Sede per rimuovere gli ostacoli all’efficacia dei procedimenti penali contro il personale religioso della Chiesa Cattolica sospettato di violenza su minori, in particolare nei Patti Lateranensi rivisti nel 1985, per combattere l’impunità di tali atti;

(g) Rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa Cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti dello Stato Membro;

(h) Modificare la legislazione che attua la Convenzione di Lanzarote in modo da garantire che non escluda il volontariato, compreso il personale religioso della Chiesa Cattolica, dai suoi strumenti di prevenzione e protezione.

Qui il testo integrale al quale il Governo italiano non ha mai risposto, sostenuto dal silenzio della stampa italiana.

E’ il 4 febbraio 2021 quando a seguito dell’attuazione dell’ultimo Motu proprio del Papa Vos estis lux mundi, la Rete L’ABUSO denuncia attraverso un’istanza al Garante per la protezione dei dati personali,  diverse violazioni delle garanzie del cittadino, che si configurerebbero negli sportelli diocesani per le vittime istituiti in Italia dopo il Motu proprio. Qui l’Istanza al garante

Malgrado i nostri solleciti, il Garante non risponderà mai. “Garante per la tutela dei dati personali, ma non quelli delle vittime abusate dai preti

Il 20 febbraio 2021, Rete L’ABUSO chiede “soccorso” ai colleghi di ECA Global. La richiesta è “drammatica” in quanto ci si rende conto che il Governo e tutte le Istituzioni che negli anni non avevano mai risposto alle istanze degli avvocati della Rete L’ABUSO, non rispondevano nemmeno alle Nazioni Unite.

In un Webinar creato per l’occasione, il Presidente della Rete L’ABUSO esporrà ai colleghi la drammatica situazione italiana, resa grave non solo dalla censura, ma dall’impossibilità per i cittadini di accedere alle Istituzioni.

Tra gli espositori: avvocato Tim Law (USA), Presidente di ECA Global, il quale presenterà il webinar e come moderatore l’avvocato Adalberto Méndez (MX).

RELATORI, il Presidente della Rete L’ABUSO, Francesco Zanardi (IT), l’avvocato della Rete L’ABUSO, Mario Caligiuri (IT), e lo scrittore e giornalista del settimanale LEFT Federico Tulli (IT).

13-03-2021 Pagina in costante aggiornamento… 

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