C’è una richiesta di rinvio a giudizio all’orizzonte per la suora, coordinatrice di una scuola paritaria di Preganziol, che avrebbe dato il “la” alla vicenda del bambino di Mogliano che, a nove anni, è stato tolto ai genitori affidatari sulla base di un provvedimento del Tribunale di Minori datato 7 giugno del 2021. Il 9 giugno la religiosa comparirà davanti al gup Carlo Colombo per l’udienza preliminare. Il reato che le viene contestato è la calunnia.
In una relazione inviata alla ai servizi sociali dell’azienda sanitaria trevigiana la suora avrebbe detto che il bambino sarebbe stato vittima di violenze e percosse, umiliazioni con docce fredde come punizione per avere fatto la pipì a letto e avrebbe avuto i capelli strappati. Un documento che però avrebbe contraddetto quello che la coordinatrice di scuola avrebbe più volte detto agli affidatari, e cioè che avrebbero fatto un lavoro eccellente con un bambino che è peraltro affetto dalla sindrome di iperattività. La religiosa, secondo il pubblico ministero Mara De Donà, avrebbe detto il falso ben sapendo che stava mentendo.
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