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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » Potenza, in migliaia protestano fuori dalla chiesa dove morì Elisa Claps – VIDEO –

Potenza, in migliaia protestano fuori dalla chiesa dove morì Elisa Claps – VIDEO –

Gildo Claps: «Non hanno mai chiesto scusa a mamma Filomena». Monsignor Ligorio durante l'omelia: «Io resto quieto e sereno come un bimbo svezzato nelle braccia della madre»

Redazione WebNews by Redazione WebNews
6 Novembre 2023
in Basilicata
Reading Time: 3 mins read
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POTENZA – «Vergogna!», «Assassini!». In migliaia, davanti alla chiesa della Trinità, per contestare la celebrazione della prima messa domenicale nella chiesa in cui fu trovato il corpo della giovane Elisa Claps, rimasto occultato nel sottotetto dell’edificio per 17 lunghi anni.

L’ingresso in chiesa  del vescovo Ligorio e dei parroci, seguito da chi ha voluto partecipare alla messa è stato salutato al grido di «Vergogna», «Assassini», e la tensione è rimasta alta fino a quando non è intervenuto Gildo Claps a riportare la calma tra chi stringe al petto un volantino dove si legge «Portami con te ovunque, ma non in quella chiesa».

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«Avere visto quanta arroganza? – ha detto Gildo dopo l’ingresso dei sacerdoti – ma lasciateli fare, lasciate che si rinchiudano nel buio di quella chiesa. Abbiamo chiesto solo una cosa, una presa di coscienza, ma probabilmente per loro è difficile».

La comunità non perdona il silenzio della chiesa a cui attribuisce specifiche responsabilità nell’occultamento del cadavere della giovane potentina uccisa nel 1993 da Danilo Restivo dopo averle dato appuntamento proprio lì. Elisa quel giorno entrò in chiesa e non ne uscì più. Il suo corpo venne trovato solo 17 anni dopo, durante alcuni lavori di ristrutturazione nel sottotetto dell’edificio.

La messa si è regolarmente scolta. All’inizio della celebrazione, monsignor Ligorio ha detto che la riapertura della chiesa, il 24 agosto scorso, è avvenuta «su mandato che Papa Francesco mi ha dato incontrandomi di persona. Il Pontefice ha sottolineato che la chiesa deve essere un luogo di preghiera».

All’omelia, il presule, citando i brani delle Scritture letti poco prima, ha ripetuto: «Io resto quieto e sereno come un bimbo svezzato nelle braccia della madre», evidenziando la «libertà per chi segue Cristo come per chi non vuole seguirlo».

Alla fine della Messa, l’arcivescovo e i sacerdoti sono usciti accompagnati da alcuni agenti della Polizia: la folla ha ripetuto applausi ironici e alcuni hanno gridato: «Vergogna! Assassini!». Dalla curia arcivescovile è trapelato «stupore per l’annuncio di una manifestazione silenziosa che non è stata tale, disturbando la celebrazione religiosa per tutta la sua durata».

La manifestazione “Cento passi con Elisa” è stata organizzata dal presidio Libera Potenza. Tra i partecipanti anche Gildo Claps, fratello di Elisa, che non ha mai smesso di cercare la verità e ha contribuito in maniera determinante alle indagini che hanno portato al ritrovamento del corpo della ragazza.

«Siamo qui – hanno detto gli organizzatori – per chiedere alla Chiesa di trovare il coraggio di chiedere scusa, ma non lo hanno mai fatto».

Dentro la messa, fuori la musica. Quella di Fabrizio De Andrè, «La canzone del maggio», che in una strofa canta «Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti».

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/potenza/1444963/potenza-in-migliaia-fuori-la-chiesa-della-trinita-contestano-per-elisa-claps.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.