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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Germania, 250 sacerdoti indagati per possibili reati sessuali

Germania, 250 sacerdoti indagati per possibili reati sessuali

Germania: nuove rivelazioni sullo scandalo degli abusi sessuali, oltre 250 sacerdoti coinvolti in un’indagine su presunte violenze negli ultimi 45 anni. Almeno 540 le vittime e i numeri potrebbero salire ancora

Redazione WebNews by Redazione WebNews
29 Aprile 2023
in World
Reading Time: 3 mins read
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Gli autori del rapporto sugli abusi di Friburgo sollevano gravi accuse contro l’ex arcivescovo e capo della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch. L’uomo, che ad oggi ha 84 anni, è minacciato di sanzioni in una procedura vaticana. Avrebbe contribuito ad occultare sistematicamente i casi di pedofilia, quando era alla guida della diocesi locale. In questo modo ha violato il diritto canonico.

Il rapporto dell’arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia

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Secondo il rapporto dell’arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia, l’amministrazione ecclesiastica ha comunicato il documento che attesta le prove dell’insabbiamento. Un rapporto che ha analizzato più di venti casi, per verificare come i responsabili dell’arcidiocesi di Friburgo abbiano affrontato le vittime, gli autori e quali strutture abbiano incoraggiato gli abusi. Dal 2019, la commissione investigativa Ag, formata da quattro esperti esterni di magistratura e polizia criminale, ha analizzato circa mille verbali della gestione diocesana e condotto complessivamente oltre 400 rilevazioni.

Il presidente della commissione di elaborazione Striet ha affermato che sono più di 540 le persone probabilmente colpite ed oltre 240 i chierici accusati; tuttavia bisogna agire con cautela. 

Nell’occultamento dei casi ci sarebbe il presunto coinvolgimento di Robert Zollitish e il defunto arcivescovo Oskar Saier, che ha rannodato le indicazioni per coprire gli abusi sessuali. “I miei due predecessori hanno semplicemente ignorato la legge ecclesiastica che prevedeva l’intervento e la denuncia dei casi” ha dichiarato recentemente il vescovo attuale, Monsignor Stephan Burger.

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L’arcivescovo Robert Zollitisch, che in passato ha ricoperto la carica di presidente della Conferenza episcopale tedesca dal 2008 al 2014, viene accusato di avere ignorato durante il suo mandato di arcivescovo i dettami del diritto canonico, in relazione ai casi di abuso su minori.

Lo scorso ottobre, l’84 enne, in un video, aveva già ammesso di essersi “macchiato di gravi colpe” e, tuttavia, un suo portavoce ha dichiarato che l’uomo “non intende commentare le risultanze del rapporto“.

Insabbiamento programmato

Si ritiene che i due preti più noti di Friburgo, l’arcivescovo Robert Zollitsch e il defunto Oskar Saier, abbiano insabbiato i presunti casi di pedofilia nella Chiesa. Zollitsch, in particolare, ha ignorato, durante il suo mandato dal 2003 al 2013, il diritto canonico, ovvero il diritto ecclesiastico, in merito ai casi di abuso, insabbiando e non denunciando.

Il processo di Insabbiamento è avvenuto non denunciando direttamente alla magistratura i casi scoperti, ma mettendo in congedo o allontanando i colpevoli in altre parrocchie. Eugen Endress, membro dell’Ag, ha riferito: “Apparentemente pensava che il suo comportamento fosse l’unica cosa giusta da fare: proteggere la chiesa”. Riportando che, in questo quadro di insabbiamento, Zollitsch non è stato più in grado di coprire i colpevoli come un tempo. L’ex arcivescovo inoltre, si è rifiutato di collaborare con le forze dell’ordine. Lo scorso autunno, l’arcivescovo emerito di Friburgo ha rilasciato una dichiarazione in cui dichiarava “espressamente” le proprie colpe. Ora spetta alla Santa Sede il compito di pronunciarsi sulle conseguenze.

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Endress ha anche rivelato, recentemente, di essere senza parole: “Sono sbalordito dal fatto che Zollitsch abbia valutato i rapporti sessuali consensuali tra sacerdoti e donne adulte peggiori degli abusi sui minori. Siamo rimasti senza parole”.

Zollitsch viene accusato di avere ignorato, nel suo mandato di arcivescovo, le norme del diritto canonico in relazione ai casi di abuso su minori.

La Chiesa a Sua immagine

L’immagine della Chiesa, oggi, è il risultato delle sue piaghe, che non derivano da singoli mali, ma sono costituiti da una faida interna con ritorsioni esterne. Essenziale a questo punto che la Chiesa stessa debba o tornare indietro a ripristinare la tradizione, ricostituendo con austerità i precetti della dottrina ecclesiastica, o continuare il processo di riforma in questo nuovo papato.

L’inchiesta, in Germania, in merito ai casi di pedofilia ha colpito anche il Papa emerito Benedetto XVI. Di recente,  i 5 eredi, sono stati citati nell’ambito di una causa per danni che una vittima di abusi sta portando avanti contro l’arcidiocesi di Monaco.

Ratzinger inoltre, secondo le accuse, dal 1977 al 1982 non avrebbe preso provvedimenti nei confronti di alcuni sacerdoti coinvolti in quattro casi di abusi sessuali.

Germania, 250 sacerdoti indagati per possibili reati sessuali

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.