Quel diavolo di un prete di don Alberto

Era l’inizio degli anni 90 e frequentavo la prima media, il mio professore di religione, nonché prete coadiutore del parroco don Alberto Lucchina, cominciò ad abusare di me. Tutto continuò per 4 anni, fino al suo trasferimento nella parrocchia di Corsico e Cesano Boscone.

Ho purtroppo impiegato molti anni per capire che non fosse colpa mia… mi ha rovinato la vita ed i rapporti interpersonali con l’altro sesso; ciò che doveva essere una scoperta naturale in un percorso d’amore, a causa sua, si è tramutata per me in un incubo.

Solo ora, dopo tanti anni trovo il coraggio di parlarne con voi, a darmi la forza il fatto che qualche mese fa, leggendo un articolo sul Giornale di Segrate, scopro che don Alberto, dopo tanti anni è stato trasferito nella parrocchia di Inzago.

Nell’articolo si dice che lascia “senza fanfare, com’è nel suo stile, schivo. Nessuna messa di commiato, nessuna festa in oratorio, nessuna intervista nonostante il Giornale di Segrate abbia provato a raccoglierne sensazioni ed emozioni.

In quel momento è scattato qualcosa in me, non so cosa, sicuramente un senso di liberazione ma al tempo stesso il senso di colpa per non aver parlato prima. Poi un dubbio, che quel trasferimento così “schivo”, fosse dovuto ad altri abusi. Qui qualcosa, credo un forte senso di colpa, mi ha dato la forza di parlare con voi e chiedervi di aiutarmi a fermarlo.

Queste persone non si fermano mai, continuano a predare, vanno fermate e adesso che ho capito il perché di quello che ho passato nella mia vita, il male che come a me potrebbe fare ad altri, mi sento in dovere di impedirlo.

Lettera firmata