SAVONA : Pedofilia, davanti al giudice la causa civile contro la diocesi

Da una parte Zanardi (Rete l’Abuso) e dall’altra una parrocchia e l’ex prete Giraudo
Prima udienza: le presunte vittime puntano al risarcimento per danni biologici

Silvia Campese / SAVONA
Entra nel vivo il processo civile, primo in Italia, dove una presunta vittima di pedofilia cita in giudizio la Chiesa cattolica avanzando una richiesta di risarcimento economico, in assenza di una condanna penale. Si è svolta ieri, nel Tribunale di Savona, la prima udienza che vede, da una parte, Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso, presunta vittima di violenze, e dall’altra la Diocesi di Savona, il rappresentante legale della parrocchia di Spotorno, dove al tempo si sarebbero svolti i fatti, e l’ex sacerdote Nello Giraudo, condannato per pedofilia, ma non per il caso specifico di Zanardi.

Il giudice Stefano Poggio del Tribunale di Savona ha nominato, ieri, il ctu, il consulente tecnico d’ufficio: sarà il dottor Pietro Filiberti di Genova che nella prossima udienza, fissata per il 21 ottobre, sarà chiamato a prestare giuramento accogliendo l’incarico.

A quel punto, si proceder‡ con la perizia: il tecnico dovrà pronunciarsi dal punto di vista medico, chiarendo se esistano, come sostenuto dal consulente di parte, i danni biologici protratti nel tempo, che hanno segnato in modo profondo la qualità di vita della presunta vittima.

Il ctp (consulente di parte), nelle tre memorie che sono state depositate in Tribunale, ha individuato un danno biologico che, in base a tabelle tecnico-scientifiche di riferimento, contempla un danno psicologico e legato alla qualità di vita del soggetto, a seguito dei fatti, pari al 75 per cento della scala di gravità: da qui la richiesta di un indennizzo economico di circa 900 mila euro.

Tesi, questa, contestata dagli avvocati Simone Mariani, che difende la Diocesi di Savona-Noli, da Marco
Montalbani, in difesa della Parrocchia di Spotorno e da Marco Russo in difesa di Nello Giraudo.

´Respingiamo ogni addebito di responsabilità, il commento dell’avvocato Mariani, che non ha voluto
fornire ulteriori dettagli della linea difensiva.

Il processo, in base agli esiti, potrebbe costituire un precedente storico fondamentale per lItalia. Se si giungesse all’individuazione di un risarcimento per il danno biologico le richieste potrebbero essere estese ad altri casi raggiungendo cifre esorbitanti proprio come già avvenuto in alcune realtà degli Stati Uniti.

´Siamo partiti da Savona o spiega Francesco Zanardi poichè i casi di pedofilia ormai noti, che coinvolgono un alto numero di vittime (molti dei quali prescritti), sono stati oggetto di una ricca documentazione sottoposta agli addetti del Vaticano.

Di don Giraudo, ad esempio, si parla in un carteggio tra i vescovi savonesi e l’allora Prefetto della Congregazione, il cardinale Ratzinger, e dei suoi successori, monsignor Scicluna e Ladaria. Sino a oggi, le azioni intraprese sono state sempre rivolte al Vaticano che avrebbe dovuto aprire di sua iniziativa il processo.

La nuova via Ë, invece, quella di intentare la causa verso le singole diocesi.

Silvia Campese / SAVONA – IL SECOLO XIX