Don Franco Castagneto, abusi archiviati. Le vittime: “I pm credono solo a Bagnasco”

Paolo Frosina – IL FATTO QUOTIDIANO

Don Franco Castagneto ha confessato gli abusi su minorenni commessi quand’era parroco a Sori, borgo della riviera ligure di Levante, tra il 1979 e il 1998. Ma si tratta di reati prescritti, mentre “non è emersa alcuna conferma sulla consumazione di molestie sessuali presso la parrocchia di Albaro, dov’era stato trasferito in epoca più recente”.

Lo scrive il procuratore di Genova, Francesco Cozzi, chiedendo al gip l’archiviazione del fascicolo nato dall’inchiesta del Fatto sulla misteriosa rimozione di Castagneto dalla chiesa di Santa Teresa ad Albaro, nel capoluogo. La Procura ha acquisito negli archivi diocesani due relazioni e una missiva, tutte a firma dell’ex arcivescovo Angelo Bagnasco, “che ripercorrono l’attività istruttoria posta in essere dalla Curia riguardo il caso del sacerdote”.

È la seconda relazione, del 19 marzo 2019, che contiene l’ “ammissione di responsabilità con alcune riserve” espressa da Castagneto in un incontro con lo stesso Bagnasco. Un elemento di prova che si affianca alle denunce sporte alla diocesi negli anni 90, nonché alle nuove testimonianze arrivate alla onlus Rete L’abuso dopo le rivelazioni del Fatto nel dicembre 2019. Tuttavia, scrive il procuratore, i reati “sarebbero ampiamente prescritti, posto che la condotta delittuosa è da collocarsi tra il 1979 e il 1998”, quando il sacerdote fu trasferito a Genova.

Quanto alla denuncia di Rete L’abuso su casi più recenti segnalati ad Albaro, la Procura chiede l’archiviazione citando informazioni raccolte dallo stesso cardinal Bagnasco “che dichiara di conoscere e avere molta confidenza con le persone che frequentano la parrocchia, per esservi stato viceparroco per circa 30 anni”.

Scrive Bagnasco nella sua relazione: “Da quanto ho potuto raccogliere, non è emerso alcun dubbio o allusione su comportamenti scorretti del parroco; al contrario, ho sentito apprezzamenti e gratitudine per la sua dedizione”. “Pare quasi che alla Chiesa sia stato chiesto di indagare su se stessa”, commenta Francesco Zanardi, presidente di Rete L’abuso, che intende opporsi all’archiviazione. “Stupisce che la Procura prenda per buona la ricostruzione delle gerarchie ecclesiastiche senza ulteriori approfondimenti.

Resta una domanda: perché Castagneto è scomparso dalla sua parrocchia da un giorno all’altro, senza spiegazioni?”.

Il Fatto Q del 7/9/20

Quella strana revoca della CDF a Bagnasco che trasferisce il processo Castagneto – la sua proposta e le omissioni

https://retelabuso.org/2020/10/21/genova-la-cdf-vaticano-revoca-a-bagnasco-lincarico-del-processo-a-don-castagneto-e-lo-passa-a-torino/