Abusi sessuali, le indagini della squadra mobile partite da un audio WhatsApp
Un file audio nel quale sarebbero stati raccontati abusi subiti da due persone adulte in circostanze differenti da parte di Don Stefano ...
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Il caso di Bibbiano, purtroppo triste e tutto drammaticamente vero, diventato però un oggetto di strumentalizzazione politica in quanto il ...
Li drogava di nascosto e poi li abusava. Sono accuse pesantissime quelle a carico di don Stefano Segalini, il parroco di Piacenza arrestato ...
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Opus Bono Sacerdotii, un ente no profit nello Stato del Michigan, dal 2002 ha offerto protezione, assistenza legale e aiuti ...
Marco Tosatti Era di questo periodo, un anno fa, quando mi è arrivata la telefonata di mons. Carlo Maria Viganò, ...
Padre Michael Higginbottom è stato condannato dalla Corte della Corona di Burney: per le due settimane del processo, i giurati ...
Conclusa l’indagine su padre Renato Poblete, icona nazionale, autore di libri e vincitore di premi, morto nel 2010: raccolte oltre ...
La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso