L’associazione delle vittime chiede 5 milioni di euro in risarcimento. Proprio per fronteggiare questo evento tre anni fu chiamato monsignor Marino. Lo scenario
Quando nell’autunno del 2016 la curia romana chiamò Calogero Marino a diventare vescovo di Savona, il motivo che determinò con più forza quella scelta fu l’approssimarsi del giorno in cui la diocesi ligure avrebbe dovuto rispondere in tribunale del comportamento tenuto dai suoi pastori mentre don Nello Giraudo perpetrava abusi su minori a lui affidati, nella più completa omertà delle gerarchie dell’epoca.
Il problema, per quei signori attempati e stanchi che tentennavano di fronte all’abominio, era il prestigio della Chiesa e il danno d’immagine che ne sarebbe venuto: nessuna attenzione ai ragazzi, al fatto che storie già fragili e deboli fossero state ancor di più violate da chi si era pubblicamente schierato per la fragilità e la debolezza.
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