Tengono alla vita se si parla di aborto… ma quando è pedofilia, sulla vita calano le tenebre

Si legge su LA STAMPA che “Centinaia di sacerdoti, suore, militanti cattolici e politici sono scesi in piazza a Roma sabato 18 maggio per chiedere al governo l’abrogazione della legge 194 e il no alle interruzioni di gravidanza anche in caso di stupro.”

Il valore per la vita umana, un valore immenso al quale santa romana chiesa e il suo gregge sembrano tenere molto e difendono a spada tratta. Ed è proprio in virtù di questo valore, che la chiesa legittima come in questo caso, la sua invadenza nelle scelte personali.

Un valore molto forte sul quale però, calano le tenebre, quando a violare la vita tanto difesa in precedenza, è un sacerdote che stupra un ragazzino, uccidendolo nell’anima.

Qui spariscono dalla scena le “centinaia di sacerdoti, suore, militanti cattolici e politici”, le piazze sono vuote, nessuno vede, sente e parla.

Una chiesa che si piange addosso e si irrita quando gli si fa notare l’ipocrisia di questa doppia “morale”. E qui miracolosamente la situazione si capovolge, il valore per la vita del ragazzino vittima scompare e lo trasforma in un nemico della chiesa, la cui vita in questo caso non ha più valore tanto da non doverle neppure rendere giustizia.

Neppure di fronte all’orrendum Motu proprio di papa Francesco “VOS ESTIS LUX MUNDI”, (di cui riportiamo nella foto un passaggio e il link all’articolo di Stefano Sodaro), che obbliga l’intero gregge all’omertà su questi reati, non abbiamo visto scendere in piazza indignati “centinaia di sacerdoti, suore, militanti cattolici e politici”…che di fatto tacitamente accettano questo Motu proprio contro la vita e la giustizia e un domani, magari ci accuseranno di voler fare di tutta l’erba un fascio…

Fine del valore per la vita.

Francesco Zanardi

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