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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » La gente non è più disposta a tacere – testimonianze, e il “grande silenzio” della Chiesa

La gente non è più disposta a tacere – testimonianze, e il “grande silenzio” della Chiesa

Cristina Balestrini by Cristina Balestrini
22 Aprile 2019
in Lombardia, Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 7 mins read
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In seguito all’articolo apparso su Credere del 14 aprile 2019, e ripreso da Famiglia Cristiana, che riportava la mia intervista/testimonianza, ho ricevuto tantissimi messaggi.

Io ho semplicemente raccontato, attraverso il giornalista Giuseppe Gazzola, la mia esperienza di mamma di un figlio abusato da un prete. Esperienza di vita concreta, e di dolore per come la Chiesa non è attualmente in grado di stare vicino a chi è vittima della stessa chiesa, di uno dei suoi membri ma, anzi, si pone a difesa del prete.

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Non avrei mai immaginato di scuotere così tanto: sono centinaia i messaggi che ho ricevuto, e vorrei qui riportarne alcuni. Messaggi scritti a me direttamente o commenti sui social dove il link è stato riportato, messaggi ricevuti da persone che conosco, ma anche da perfetti sconosciuti.

Sono un segnale forte e chiaro di come la gente comune non sia più indifferente: SI COMINCIA A PARLARE DI QUESTO DRAMMA. E questo è il motivo per cui, tempo fa, ho scelto di non rimanere più nell’ombra.

Significativi per me i numerosi messaggi di gente PROPRIO DELLA MIA PARROCCHIA, proprio del luogo in cui è avvenuto l’abuso per cui il prete è stato condannato in primo grado! Ma nessun messaggio da parte dei sacerdoti della mia Parrocchia, solo di alcuni sacerdoti lontani da qui. Perché?

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Rimane il grande “perché”: da una parte la gente comune, il “popolo di Dio” o gli “atei”, sta iniziando a prendere coscienza di come stanno realmente le cose, ma dall’altra i vertici della chiesa che continuano a non prendere provvedimenti significativi ed efficaci per combattere questo disastro. Perché?

  • “Grande rispetto perché questa famiglia ha saputo affrontare un dolore immenso e il male non ha prevalso in loro. Un grande rispetto è una grande lezione per tutti noi” (D.G)
  • “Un abbraccio a questa famiglia… A loro vicina nella fede e con la preghiera. GRAZIE Giuseppe per la delicatezza e sensibilità nel farci conoscere il loro percorso. Da ammirare questa mamma con il suo perdono……” (B.M.)
  • “Thank you for sharing your family’s story, Cristina!” (L.H)
  • “Che dire… grande la mia Cry, una vera mamma coraggio… e lo posso affermare” (F.Z.)
  • “Veramente bello questo articolo!!! La verità a braccetto con la carità….Che esempio Cri!” (P.S.)
  • “Da ammirare la mamma, scioccante quel prete che non ha mai ammesso” (E.C.)
  • “La pedofilia non è un panno sporco, è un reato. Al netto del perdono cristiano, questa è la prima cosa da ricordare. Madre incredibile.” (O.B.)
  • “Ho letto su Credere. Una mamma che custodisce il dono della fede… come Arca della Nuova Alleanza. Signora Cristina, prego per la vostra famiglia… Dio benedica chi ha la forza della Resurrezione… auguri!” (L.C.)
  • “Cristina Balestrini, grazie di questa testimonianza, sono in Cameroun e cerco di servire questa Chiesa come dici tu in trasparenza…ti sento vicina per lottare insieme agli ultimi degli ultimi” (D.M.)
  • “You are so strong” (D.M.)
  • “Grazie Cristina a te e alla tua famiglia per il vostro impegno e perché non vi siete chiusi nel vostro dolore ma lavorate con e per gli altri e per la Chiesa stessa” (G.D.)
  • “Siamo con te Cristina e con chi ti è vicino quotidianamente” (E.P.)
  • “Ciao Cristina, sono S.C.. Ho letto da poco l’articolo di Famiglia Cristiana che hai condiviso su Facebook. Sono rimasta senza fiato. Non avevo la minima idea della vicenda… non ho parole… Da quando è nato il mio piccolo F., sono un po’ fuori dal mondo. Tra lavoro e i figli sono presissima e ho pochissimi contatti con la comunità. Anche su Facebook spesso non leggo tutto o non tutti i giorni e mi rendo conto che tantissime notifiche non mi arrivano proprio. Ad ogni modo… volevo ringraziarti. Per il vostro enorme coraggio, per il coraggio di tuo figlio, per la vostra determinazione, per la vostra apertura, per la forza di volontà, per la vostra incredibile e norme fede. nonostante tutto. Vi ho sempre ammirato. tutti voi, tuo fratello ed E., C. e M., siete famiglie meravigliose. Vi ho sempre molto invidiato  per la vostra unione, la vostra fede, la vostra dedizione. Mi sono spesso sentita fuori posto e piccolissima nei vostri confronti. Mi avete insegnato tantissimo e il vostro esempio mi è sempre nel cuore. Oggi, più che mai, con questa drammatica circostanza, ancora di più. Non ho parole per lo sconcerto e lo sconforto che mi ha provocato. Sono agghiacciata. Posso solo lontanamente immaginare il dolore immenso che ha colto la vostra famiglia e il dolore del tuo ragazzo. Io sarei impazzita. Non posso altro che ringraziarvi, di nuovo, per questa dimostrazione di forza e di fede.  Sono dalla vostra parte. Sono con voi. Mi stringo a voi. So che non conto nulla e che il mio abbraccio non è di benché minimo conforto, ma io ve lo invio, con tanta sincera commozione. Vi chiedo scusa se mi permetto questo messaggio, ma ci ho tenuto a farvi sentire la mia presenza. Io sono incostante e davvero piccola nella mia partecipazione alla comunità, faccio ancora tanta fatica a sentirmi parte di Rozzano, credo non riuscirò mai a sentirmi parte della comunità di Sant Angelo, e  forse non so nemmeno se lo voglio (specie dopo questo..) , ma la fede c’è ed è fortissima.  Il mio è forse un modo infantile di pregare, ma Dio lo evoco e lo invoco ogni giorno, e Gli parlo, come fosse seduto di fianco a me. Non so se può contare qualcosa… ma sicuramente vi porterò nelle mie preghiere, con tutta la forza che posso. Non credo che questo dolore passerà mai. Ma sono certa, che Dio vi tiene stretti a Lui, fortissimamente. E a tuo figlio, più di tutti. Grazie di cuore per la vostra toccante testimonianza di fede. Darà il suo frutto, ne sono sicura.   Con sincero affetto, S.” (S.C.)
  • “Ciao Cristina. Buona giornata combattiamo sempre x le vittime tvb bacioni” (A.M.)
  • “Ciao Cristina ho letto l’articolo che è molto chiaro che denuncia e invita a denunciare chi subisce tali violenze..mi è piaciuto quanto hai detto su come don Galli non è  stato aiutato a liberarsi dal male commesso per poter espiare purificando la propria anima. Preghiamo che nella solitudine possa rivedersi e chiedere perdono a Dio e a voi. Il Signore darà la forza necessaria ad Alessandro per aprire una nuova fase della sua vita che solo Dio già conosce. L’Amore vincerà il male. Una Santa notte..il Signore vi ricolmi della Sua Divina Benedizione.   bene ..” (S.C.)
  • “Ho letto con interesse e commozione ma anche profonda ammirazione per la grande maturazione del tuo pensiero da credente. Un pensiero che si sente vero e forte perché incarnato nell’esperienza e dunque toccante nel modo preciso che sta alla base della trasformazione. Auguro a te e alla tua famiglia tutta l’efficacia possibile della vostra battaglia. Dico vostra ma è di tutti, per tutti nei risultati che ci auspichiamo.” (D.R.)
  • “Grande donna e mamma speciale” (A.D.)
  • “Great lady making a stand for family. My love and respect always for the stand you have made” (D.M.)
  • “Vi sono vicino nell’unico modo che mi è possibile! Ricordandovi nella preghiera! Un abbraccio sincero”. (M.M.)
  • “Visto articolo,complimenti!” (S.P.)
  • “Davvero come hai fatto bravissima. Bellissimo. Sei speciale. Dicono che nelle prove bisogna a trovare il bello. Voi in questa “merda” siete la BELLEZZA. Grande io non prego più”. (Y.M.)
  • “Bellissimo” (F.C.)
  • “Grazie… Non pensavo che Credere pubblicasse… Complimenti” (M.S.)
  • “Grazie per quello che fai……sono certa che la tua testimonianza aiuti molte persone” (F.N.)
  • “Gioia mia. Forza, coraggio. Chi commette abusi, deve pagare. È un crimine. Ok .!!!!!” (N.V.)
  • “Tempo fa in un momento di sconforto dicesti che per abbattere il muro di gomma eri disposta anche ad andare a distribuire volantini, di domenica fuori dalla chiesa… Non ne hai più bisogno” (R.P.)
  • “Bella sintesi. È sempre molto difficile praticare la verità”. (G.M.)
  • “Ti sono vicino, come Uomo e come collega Infermiere Psichiatrico!” (G.M.)
  • “Molto bene grazie Cri. Interessante” (E.P.)
  • “Cristina è una grande guerriera e con l’immensa fede che l’accompagna riuscirà ad essere di grande supporto a suo figlio e a tutti quelli che hanno dovuto subire questa grande sofferenza”. (R.B.) 
  • “Ho preso la rivista e letto l’articolo. Grazie di nuovo. Siete sempre nelle mie preghiere. Prego tanto per un lieto fine! Il Signore vi benedica e la Madonna vi protegga”. (U.K.)
  • “È molto bella questa intervista” (S.S.)

Che dire? Posso solo ringraziare perché non mi sento sola. Così è il mio augurio: che nessuna vittima si senta sola ma trovi il coraggio di parlare con qualcuno, di denunciare e di affrontare il tutto. Grazie a Rete L’ABUSO che davvero è un grande sostegno per le vittime.

Cristina Balestrini

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Cristina Balestrini

Coordinatore infermieristico presso il Dipartimento di Salute Mentale di un’Azienda Ospedaliera milanese. Svolge un ruolo di coordinamento del personale con particolare attenzione all’attività formativa sul campo, puntando sulla progettazione di programmi riabilitavi per i pazienti in collaborazione con il personale.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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