Prete pedofilo: dopo la telefonata della vittima, le dure parole di monsignor Seccia
A seguito del dialogo tra anziano prete di Trepuzzi e l'uomo abusato da piccolo, pubblicato su Reteabuso.org, l'arcivescovo di Lecce ...
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La notizia della condanna del cardinale australiano George Pell – accusato sia di aver protetto i preti pedofili da lui “dipendenti” ...
Città del Vaticano – Il caso del cardinale Pell si sta ulteriormente ingarbugliando persino dal punto di vista giudiziario. Colpa ...
Con una prontezza esemplare mons. Michele Seccia ha subito risposto, con un comunicato stampa, all’audio registrato tra don Carmelo Rampino ...
Accusato di pedofila nei confronti di nove minori, prete costaricano si dà alla fuga per evitare il carcere. Emesso mandato ...
Legali cardinale australiano giudicato colpevole, 'irregolarità' (ANSA) - ROMA, 1 MAR - Il cardinale australiano George Pell, giudicato colpevole di ...
TREPUZZI (Lecce) – Nuovi sviluppi sull’inchiesta su un presunto prete pedofilo (pubblicata in esclusiva su queste pagine nel mese di giugno) alimentata ...
Monsignor Michele Seccia, ‘citato’ nella telefonata tra un sacerdote e l’uomo presunta vittima di abusi quando era piccolo, chiarisce la ...
La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso