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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Pedofilia, Papa Francesco promulga i tre documenti per contrastare gli abusi

Pedofilia, Papa Francesco promulga i tre documenti per contrastare gli abusi

Redazione WebNews by Redazione WebNews
29 Marzo 2019
in Città del Vaticano
Reading Time: 6 mins read
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Bergoglio, come annunciato al termine del vertice sugli abusi sessuali sui minori, emana una lettera apostolica, una legge e le Linee guida. L’obiettivo, si legge nel motu proprio, è creare una comunità “attenta a prevenire ogni forma di violenza”. Il Pontefice, ad esempio, fa riferimento “all’obbligo di denuncia”

di Francesco Antonio Grana – Papa Francesco mette in atto la linea della tolleranza zero sullapedofilia. Come era stato annunciato al termine del verticevaticano sugli abusi sessuali sui minori, Bergoglio ha promulgato tre documenti importanti per contrastare questa piaga: la lettera apostolica in forma di motu proprio sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili, la legge sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili dello Stato della Città del Vaticano e le Linee guida per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili per il Vicariato della Città del Vaticano.

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“La tutela dei minori e delle persone vulnerabili – scrive il Papa nel motu proprio – fa parte integrante del messaggio evangelico che la Chiesa e tutti i suoi membri sono chiamati a diffondere nel mondo. Cristo stesso infatti ci ha affidato la cura e la protezione dei più piccoli e indifesi: ‘Chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me’. Abbiamo tutti, pertanto, il dovere di accogliere con generosità i minori e le persone vulnerabili e di creare per loro un ambiente sicuro, avendo riguardo in modo prioritario ai loro interessi. Ciò richiede una conversione continua e profonda, in cui la santità personale e l’impegno morale possano concorrere a promuovere la credibilità dell’annuncio evangelico e a rinnovare la missione educativa della Chiesa”.

“Desidero, quindi, – prosegue Bergoglio – rafforzareulteriormente l’assetto istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili affinché nella Curia romana e nello Stato della Città del Vaticano: sia mantenuta una comunità rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori e delle persone vulnerabili, nonché attentaa prevenire ogni forma di violenza o abuso fisico o psichico, di abbandono, di negligenza, di maltrattamento o di sfruttamentoche possano avvenire sia nelle relazioni interpersonali che in strutture o luoghi di condivisione; maturi in tutti la consapevolezza del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto”.

Sempre nel documento papale si chiede che “sia efficacemente perseguito a norma di legge ogni abuso o maltrattamentocontro minori o contro persone vulnerabili; sia riconosciuto a coloro che affermano di essere stati vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento, nonché ai loro familiari, il diritto ad essere accolti, ascoltati e accompagnati; sia offerta alle vittime e alle loro famiglie una cura pastorale appropriata, nonché un adeguato supporto spirituale, medico, psicologico e legale; sia garantito agli imputati il diritto a un processo equo e imparziale, nel rispetto della presunzione di innocenza, nonché dei principi di legalità e di proporzionalità fra il reato e la pena; venga rimosso dai suoi incarichi il condannato per aver abusato di un minore o di una persona vulnerabile e, al contempo, gli sia offerto un supporto adeguato per la riabilitazione psicologica espirituale, anche ai fini del reinserimento sociale; sia fatto tutto il possibile per riabilitare la buona fama di chi sia stato accusato ingiustamente; sia offerta una formazione adeguata per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”.

Francesco stabilisce, inoltre, che “fatto salvo il sigillo sacramentale”, tutti “sono obbligati a presentare, senza ritardo, denuncia al promotore di giustizia presso il tribunale dello Stato della Città del Vaticano ogniqualvolta, nell’esercizio delle loro funzioni, abbiano notizia o fondati motivi per ritenere che un minore o una persona vulnerabile sia vittima” di abusi, “qualora commessi anche alternativamente: nel territorio dello Stato; in pregiudizio di cittadini o di residenti nello Stato; in occasione dell’esercizio delle loro funzioni, dai pubblici ufficiali dello Stato“. Bergoglio precisa anche che alle persone abusate “è offerta assistenza spirituale, medica e sociale, compresa l’assistenza terapeutica e psicologica di urgenza, nonché informazioni utili di natura legale, tramite il Servizio di accompagnamento gestito dalla Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano”.

Tra i documenti promulgati da Francesco che entreranno in vigore il primo giugno 2019, anche le Linee guida per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili per il Vicariato della Città del Vaticano, all’interno del quale è ospitato il Preseminario San Pio X, finito nel novembre del 2017 al centro di uno scandalo per presunti abusi sui chierichetti del Papa. Le Linee guida, rivolte a tutti gli ecclesiastici che risiedono in Vaticano, riguardano quindi anche i sacerdoti, i diaconi e gli educatori del Preseminario. “Queste persone – si legge nel documento – devono essere sempre visibili agli altri quando sono in presenza di minori e fornire loro modelli positivi di riferimento”. A loro è fatto divieto di “infliggere castighi corporali di qualunque tipo, instaurare un rapporto preferenziale con un singolo minore, rivolgersi a un minore in modo offensivo o assumere comportamenti inappropriati o sessualmente allusivi, chiedere a un minore di mantenere un segreto, fotografare o filmare un minore senza il consenso scritto dei genitori”.

Sempre secondo le nuove norme, il Vicario Generale per la Città del Vaticano, incarico attualmente affidato al cardinale Angelo Comastri, sarà chiamato a nominare “un Referente per la tutela dei minori il quale coordina e verifica l’attuazione delle presente Linee guida affinché, nell’ambito del Vicariato, sia mantenuta una comunità rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori, nonché attenta a prevenire ogni forma di violenze o di abuso”.

Appena prima che si aprisse il vertice voluto a Roma da Bergoglio, era stato lo stesso Pontefice a ridurre allo stato laicale l’ex cardinale di Washington, Theodore Edgar McCarrick, condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede per“sollecitazione in confessione e violazioni del sesto comandamento del decalogo con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere”. Successivamente la magistratura civile non ha risparmiato la Chiesa cattolica travolta dallo scandalo della pedofilia ai suoi massimi vertici. Innanzitutto è toccato al cardinale George Pell, al momento della condanna prefetto in congedo della Segreteria per l’economia. La giuria della County Court dello stato di Victoria, in Australia, lo ha ritenuto all’unanimità colpevole di abusi sessuali su due ragazzi, all’epoca di 12 e 13 anni, del coro della cattedrale di Saint Patrick a Melbourne, commessi nel 1996 quando era vescovo ausiliare dell’arcidiocesi. Motivo per cui è stato arrestato e attualmente si trova in isolamento.

Poi è toccato al cardinale Philippe Barbarin condannato dal tribunale di Lione a sei mesi con la condizionale per mancata denuncia di abusi sessuali su minori perpetrati negli anni 70 e 80 durante i campi scout, da padre Bernard Preynat. Barbarin ha consegnato al Papa le sue dimissioni da arcivescovo di Lione. Bergoglio le ha, però, respinte in attesa della sentenza d’appello. Francesco ha, invece, accettato le dimissioni del cardinale Ricardo Ezzati Andrello da arcivescovo di Santiago del Cile. Il porporato è sotto processo per l’insabbiamento degli abusi sessuali su minori da parte di tre sacerdoti della sua ex arcidiocesi: l’ex cancelliere Oscar Munoz, il marista Jorge Laplagne e padre Tito Rivera. Proprio in Cile, il Papa ha dovuto azzerare l’intero episcopato che ha coperto la pedofilia.

“Sento di condividere con voi – ha confidato Francesco ai preti di Roma all’inizio della Quaresima – il dolore e la pena insopportabili che causano in noi e in tutto il corpo ecclesiale l’onda degli scandali di cui i giornali del mondo intero sono ormai pieni. È evidente che il vero significato di ciò che sta accadendo è da cercare nello spirito del male, nel nemico, che agisce con la pretesa di essere il padrone del mondo”. E concludendo il summit sulla pedofilia, Bergoglio aveva sottolineato che “nella rabbia, giustificata, della gente, la Chiesa vede il riflesso dell’ira di Dio, tradito e schiaffeggiato da questi disonesti consacrati. L’eco del grido silenzioso dei piccoli, che invece di trovare in loro paternità e guide spirituali hanno trovato dei carnefici, farà tremare i cuori anestetizzati dall’ipocrisia e dal potere. Noi abbiamo il dovere di ascoltare attentamente questo soffocato grido silenzioso”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/29/pedofilia-papa-francesco-promulga-i-tre-documenti-per-contrastare-gli-abusi/5071419/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.