“Ancora molti vescovi non conoscono con la chiarezza necessaria quali sono i loro compiti e doveri di fronte ai problemi degli abusi sessuali”. Lo denuncia padre Federico Lombardi, moderatore del recente summit dei presidenti delle Conferenze Episcopali sulla protezione dei minori. Il gesuita, che ha raccolto in un libro della LEV quanto emerso da quell’incontro di un mese fa, ricorda che “uno degli scopi dell’Incontro di cui il Papa ha parlato era proprio quello di contribuire a raggiungere questa chiarezza. Perciò si è molto insistito che non solo vanno redatte, pubblicate, attuate, verificate, le Linee guida delle Conferenze Episcopali (già da anni richieste dalla Congregazione per la Dottrina della Fede ed effettivamente realizzate dalla maggioranza delle Conferenze); ma anche che si realizzi e si pubblichi un Vademecum per tutti i vescovi, da cui risultino chiaramente i loro compiti e doveri e la obbligatorietà delle norme. La preparazione di un tale Vademecum è stata annunciata da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede ed è molto attesa”.
Padre Lombardi ricorda nel testo la necessità di “Codici di condotta” per i vescovi e per i sacerdoti. Come pure dei doveri di una corretta “amministrazione” diocesana. “Tutto ciò – rileva – è importante perché si possa procedere efficacemente anche nella direzione del “rendere conto” delle proprie responsabilità (accountability) e della valutazione del modo in cui le responsabilità di governo sono state esercitate. Per quanto riguarda la valutazione del governo da parte di Vescovi e Superiori, si è parlato della importanza di approfondire e chiarire le procedure e modalità di applicazione del Motu proprio Come una madre amorevole da parte dei Dicasteri romani coinvolti, come pure le proposte sulla fase di informazione e valutazione a livello locale”.
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