“Bisognava cacciare subito qualche vescovo così la Chiesa non è credibile”

Intervista a Francesco Zanardi – di Paolo Rodari

Città del Vaticano

“Noi vittime ci aspettavamo un finale differente. Quantomeno l’annuncio del licenziamento di diversi vescovi. Invece, abbiamo dovuto sentire il Papa che addirittura nel discorso finale arriva a dire che “la Chiesa, insieme ai suoi figli fedeli, è anche vittima” dei crimini della pedofilia. La Chiesa vittima? Questo è troppo, pensavo che le vittime fossimo noi.”

Francesco Zanardi, vittima degli abusi di un sacerdote all’età di undici anni e oggi presidente della Rete L’Abuso è furente. Le conclusioni del summit avvenuto in Vaticano per contrastare gli abusi sessuali del clero sui minori sono a suo dire “ridicole”.

Quattro giorni fa lei assieme ad altre vittime ha incontrato il Comitato organizzatore del summit. Cosa vi siete detti?

“La cosa più incredibile è che un membro del Comitato ci ha spiegato che loro vogliono intervenire, ma che le gerarchie non ubbidiscono. Una ragione più per cacciarle via, dico io! I nomi dei vescovi insabbiatori li conoscono. Cosa aspettano?”.

Cos’è la Chiesa per lei?

“A questo punto non saprei cos’altro dire se non che è un’organizzazione criminale”.

Cosa pensa delle parole del Papa?

“Se Francesco ritiene che la Chiesa sia vittima allora denunci i preti pedofili e in sede civile chieda i danni per quanto hanno fatto alla Chiesa. perché non lo fa?”.

In questi giorni ha potuto il Papa?

“Speravo, ma non si è fatto vedere. Ormai ho chiuso con lui e con la Chiesa. io e tutti i diciotto rappresentanti delle vittime riteniamo che sia stata tutta una buffonata. Come pensano di essere credibili in questo modo?”.

Quando avete incontrato il Comitato avete detto esattamente cosa vi aspettavate da questo summit?

“Eravamo pronti ad alzarci e a sbattere la porta se avessimo compreso che le cose sarebbero andate in questo modo. Ma abbiamo voluto dare fiducia, aspettare la fine. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ancora una volta solo e soltanto parole. Ma almeno finalmente è chiara una cosa: tolleranza zero significa credibilità zero”.

Il Vaticano ha annunciato un nuovo Motu proprio papale.

“Inizi a fare rispettare il Motu proprio precedente. A cosa serve un altro?”.

(trascrizione da La Repubblica del 25 febbraio 2019)

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