Pedofilia, arcivescovo di Washington McCarrick ridotto allo stato laicale dal Papa: «Abusò di seminaristi»

Città del Vaticano – Il Papa ha sciolto ogni riserva e con una decisione che non ha precedenti ha ridotto allo stato laicale l’ex cardinale McCarrick, precedentemente cacciato dal collegio cardinalizio per abusi su minori. La decisione del Pontefice arriva alla vigilia del summit sulla pedofilia previsto per la prossima settimana. per la prima volta si riuniranno gli episcopati del mondo per individuare una linea comune al fine di sradicare questo fenomeno.

La punizione di McCarrick è frutto di una rapida indagine. In data 11 gennaio 2019, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale a carico di Theodore Edgar McCarrick, Arcivescovo emerito di Washington. E’ stato dichiarato colpevole di «sollecitazione in Confessione e violazioni del Sesto Comandamento con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere».

Il 13 febbraio la Sessione Ordinaria della Congregazione ha esaminato gli argomenti presentati nel ricorso del ricorrente e ha deciso di confermare il decreto di condanna. Questa decisione è stata notificata a Theodore McCarrick due giorni dopo.  Il Papa ha riconosciuto la natura definitiva di questa decisione, «la quale – si legge in un comunicato- rende il caso res iudicata, cioè non soggetta ad ulteriore ricorso».

Con questa mossa inedita e durissima, a conferma della tolleranza zero verso i preti pedofili-  il Papa spera di far tacere le voci di critica che gli erano arrivate a più riprese dall’arcivescovo Viganò che lo accusava di essere stato inizialmente indulgente nei confronti di McCarrick e aver ignorato il suo brutto vizio di molestare giovani seminaristi. L’ex arcivescovo di Washington è sempre stato annoverato nella corrente progressista della Chiesa americana ma soprattutto tra i più generosi benefattori e finanziatori della Santa Sede.

La riduzione allo stato laicale di McCarrick arriva alla vigilia del summit anti abusi voluto dal Papa che ha convocato in Vaticano – a partire dal 21 febbraio – i capi della Chiesa cattolica per arginare la piaga degli abusi sessuali dei preti.
Nel settembre 2017, l’arcidiocesi di New York segnala alla Santa Sede le accuse rivolte da un uomo all’ex arcivescovo di Washington McCarrick di aver abusato di lui negli anni Settanta quando era adolescente. Il Papa dispone un’indagine approfondita, svolta dall’arcidiocesi di New York e trasmessa alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel giugno 2018 il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, su indicazione del Papa dà istruzioni perchè McCarrick non eserciti più pubblicamente il suo ministero sacerdotale.
Nel corso dell’indagine emergono «gravi indizi», quindi il Papa – è 28 luglio 2018 – accetta le sue dimissioni dal Collegio cardinalizio, e gli ordina la proibizione dell’esercizio del ministero pubblico con l’obbligo di condurre una vita in ritiro, di preghiera e penitenza. Il caso McCarrick è stato al centro del dossier pubblicato dall’ex nunzio negli Usa Carlo Maria Viganò dello scorso agosto, in cui veniva messo in stato d’accusa il Pontefice e arrivava a chiederne persino le dimissioni.
Il 7 ottobre 2018, il cardinale Marc Ouellet ha pubblicato una ‘Lettera apertà per rispondere alle accuse dell’ex nunzio a Washington Carlo Maria Viganò sulla vicenda McCarrick nella quale aveva offerto una personale testimonianza, come prefetto della Congregazione per i Vescovi. Si domandava come fosse stato possibile che un uomo, di cui oggi si conosce l’incoerenza, venisse promosso fino a rivestire la funzione di arcivescovo di Washington e di cardinale. Disse anche che se prima di una certa data non sono state prese decisioni forti, arrivate dopo, è perché all’epoca non si disponeva, a differenza di oggi, di prove sufficienti della colpevolezza.

https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_spreta_arcivescovo_washington_mccarrick_pedofilia-4303924.html

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