Il testo affronta la propensione e le motivazioni a credere ad una fondazione soprannaturale del mondo e della vita, partendo da un approfondito esame del paradigma dualistico col quale opera la nostra mente, concentrandosi su alcune significative coppie dicotomiche, come quelle Io/Non-Io, Natura/Cultura, Spirituale/Materiale, Immanente/Soprannaturale. Ritenendo del tutto antropica l’origine del sacro, considera questo paradigma, terreno di coltura del divino e della subordinazione ad esso.
Compie quindi un’analisi delle funzioni e della natura complessa della dimensione religiosa (ideologica, sociale, giuridica), della sua progressiva obsolescenza e regressività, non solo sul piano cognitivo ed esistenziale, ma anche su quello etico, un piano che le fedi hanno indebitamente cooptato e che hanno ascritto al divino.
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