Condannato per pedofilia era invitato a Sassari al convegno della curia

Don Pezzini era inserito nella lista dei relatori, poi il forfait a causa di un malore. Monsignor Zichi: non conosco il suo passato, è stato invitato perché è uno studioso

di Claudio Zoccheddu

SASSARI. Sarebbe dovuto arrivare a Sassari per partecipare al convegno dedicato alla figura di Erberto, monaco e arcivescovo di Torres tra il 1181 e il 1196.

Don Domenico Pezzini era nella lista dei relatori invitati dall’Archivio storico diocesano di Sassari per parlare proprio del monaco medievale. Ma don Pezzini non è soltanto un prete–professore che per vent’anni ha tenuto lezioni di lingua inglese all’Università di Sassari e all’Università di Verona, perlomeno non lo è più dal 2014 quando la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a dieci anni di reclusione per pedofilia inflitta al religioso dopo i primi due gradi di giudizio. Pezzini è stato ritenuto responsabile di una violenza sessuale nei confronti di un ragazzino bengalese, di cui avrebbe abusato tra il 2006 e il 2009 quando la vittima non aveva ancora compiuto 14 anni. Nonostante la sentenza, e la pena da scontare, Pezzini era comunque atteso a Sassari fino a ieri mattina, quando la sua partecipazione è stata cancellata per colpa di un malore che lo ha costretto a un repentino ricovero ospedaliero.

L’invito, spiegano dalla curia, era partito dopo una recensione dell’opera legata al monaco Erberto inviata dal prete subito dopo la pubblicazione. Nessuno aveva però indagato sul passato del prelato.

La diocesi. Il commento dell’arcivescovo Gian Franco Saba non ha lasciato margini di interpretazione: «Non lo sapevo, è un incidente spiacevole – spiega Saba –. La mia linea su questo argomento è quella di Papa Francesco: tolleranza zero. Comunque questo docente mercoledì non sarà alla presentazione del libro».

Anche l’organizzatore del convegno, monsignor Giancarlo Zichi, non era al corrente dei precedenti del prete originario di Lodi: «Lo abbiamo invitato perché è uno studioso che conosce alla perfezione il periodo medievale ma anche perché era stato tra i primi a inviare una recensione sul lavoro che verrà presentato mercoledì». Nessuno aveva pensato che don Pezzini potesse avere alle spalle problemi così gravi: «Non facciamo certo indagini sul passato dei relatori che vengono invitati ai convegni – spiega ancora monsignor Zichi –, e se qualcuno si mettesse d’impegno per scavare nel passato delle persone sono convinto che troverebbe qualcosa che non va anche nei profili più insospettabili. In ogni caso Pezzini non verrà, si è ammalato, è stato ricoverato in ospedale ed è stato sostituito da un altro relatore».

Il prete. Don Domenico Pezzini, nato a Borghetto Lodigiano e appartenente alla diocesi di Lodi (in cui figura ancora nelle liste dei prelati) non ha mai ammesso le colpe di cui è stato accusato e, anzi, ha contestato il racconto del ragazzo definendolo “inventato”. Un’opposizione convinta e continua che non ha fatto breccia nel cuore dei magistrati che, anzi, hanno ricostruito il legame tra l’anziano prelato, che all’epoca della prima denuncia (2010) aveva da poco superato i settant’anni, e la vittima. Secondo la procura di Milano il sacerdote si era occupato di un ragazzo in difficoltà economica originario del Bangladesh – paese in cui aveva effettuato alcune missioni – per circa tre anni. Oltre agli abusi, Pezzini si preoccupava di istruire il ragazzo suggerendo letture e indirizzi musicali. Sempre secondo le indagini dei magistrati milanesi, spesso il prete consegnava piccole somme di denaro al ragazzo che è rimasto nella rete organizzata dal prete per tre anni, da quando aveva tredici anni sino a quando ne aveva sedici.

Quello di Don Pezzini, poi, era un nome noto nel mondo clericale anche prima che le cronache riportassero la notizia della sua condanna. Il sacerdote lodigiano si era autodefinito “il confessore dei gay” e aveva chiesto ai confratelli di usare un po’ di comprensione, e un surplus di misericordia, verso gli omosessuali dentro il confessionale. Non solo, sin dai primi anni ’80 Pezzini aveva provato ad avvicinare la chiesa ai gay di confessione cattolica, un intento portato avanti per anni e interrotto bruscamente solo dopo l’arresto ordinato dai magistrati di Milano.

http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/01/06/news/condannato-per-pedofilia-al-convegno-della-curia-1.17628544

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