Domani mattina ci sarà un grande evento nei pressi del Duomo di Napoli. Un sit-in organizzato dalla vittima di un prete pedofilo, Arturo Borrelli, vittima di don Silverio Mura.
Perché un sit-in? Perché la sua voce non è per ora stata ascoltata. Perché il desiderio di giustizia è un diritto sacrosanto e, quando ti ritrovi a dover gestire il fatto che penalmente il reato è prescritto perché è passato troppo tempo, ti aspetti che almeno la Chiesa sia coerente, che sia dalla parte delle vittime. Il tuo è un grido di dolore che non puoi più soffocare. Ormai la vicenda di Arturo è nota: basta ricordare che il prete, che lo ha abusato da bambino, ancora quest’anno era a contatto con i minori, a centinaia di km di distanza e sotto falso nome… le mamme di quel paesino nel pavese, Montù Beccaria, si sono unite alle “Mamme della Rete L’ABUSO” in un grido indignato: don Silverio Mura, appena si è scoperta la sua vera identità, è di nuovo “scomparso”.
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