“Favoreggiamento della pedofilia clericale per motivi di realpolitik e di diplomazia con il Vaticano”.
Per l’Italia all’Onu da tempo è stato aperto un fascicolo che, se dovesse tradursi in un’accusa formale, rischierebbe di coprirci di ridicolo oltre che metterci in enorme imbarazzo. E questo con buona pace della campagna di immagine anti preti pedofili a suo tempo avviata da Papa Francesco. Tutto questo accade a causa delle reiterate denunce della “Rete L’Abuso”, una onlus di oltre 500 ex vittime di abusi sessuali da parte di preti in Italia, nonché di altre organizzazioni similari che già da tempo esistono all’estero. Particolarmente quelle che sono state costituite in Paesi come Usa, Messico, Francia, Congo, Cile, Canada, Svizzera, Belgio, Polonia, Germania, Spagna, Inghilterra, Equador, Argentina. Tutte riunite tra il 4 e l’8 giugno scorso in gran segreto a Bernex (Francia) per mettere a punto le strategie diplomatiche contro il Vaticano. E, pare, anche contro l’Italia stessa. Accusata di aver avuto un ruolo di copertura e favoreggiamento verso la “pedofilia clericale”.
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