Diego Esposito è stato molestato da ragazzino. Anni di denunce, sciopero della fame. Poi l’incontro col pontefice. Mentre un’associazione di vittime di abusi dei religiosi dice di aver individuato il religioso sotto accusa, che continua a dire messa altrove sotto falso nome
Settimane di sciopero della fame. Con una sola richiesta per interromperlo: essere ricevuto dal Papa. Diego Esposito (nome di fantasia) è stato accontentato. Diego aveva denunciato di essere stato molestato quando aveva 13 anni dall’allora parroco di Ponticelli e suo insegnante di religione, don Silverio Mura. Fatti risalenti alla fine degli anni Ottanta. “E’ stato un incontro tenero, come tra padre e figlio” ha raccontato la vittima del religioso pedofilo nell’incontrare la suprema autorità cattolica. Dal papa dice di aver ricevuto affetto e incoraggiamento, e le scuse per il male sofferto. “Mi hanno detto di essere sinceramente dispiaciuti per come la Curia di Napoli ha trasmesso gli atti delle indagini”, ha aggiunto Diego, “mi hanno spiegato che a causa di questo, tutto ha subito un rallentamento”. In occasione dell’incontro in Vaticano, il Papa ha twittato: “I bambini devono poter giocare, studiare e crescere in un ambiente sereno. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!”. Ma dov’è oggi il responsabile di quegli abusi? Trasferito sotto identità coperta, continua a dire messa, e ad essere con tutta probabilità in contatto con minori.
Diego Esposito ha denunciato gli abusi sessuali subiti da ragazzino nel 2012. Il caso piovve addosso alla diocesi di Napoli, e al cardinale Crescenzio Sepe. Che trasferì don Silverio Mura altrove, sotto altro nome, senza negarli la possibilità di continuare ad officiare messa. E difendendolo, nel frattempo. Nonostante la denuncia e le polemiche, papa Francesco ha poi confermato il cardinale Sepe alla guida della diocesi napoletana per altri cinque anni.
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