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“LA COMUNITÀ DI OSORNO STA SOFFRENDO PERCHÉ È STUPIDA”.LOVE BOAT E STORIA DI UN PAPA CHE STA PERDENDO, AHIMÉ, LA FACCIA

Redazione WebNews by Redazione WebNews
22 Gennaio 2018
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Dopo il notevole articolo di Magister sull’ennesimo “passo doppio” di Bergoglio sul caso Barros, dal sito 1P5 si leggono le vere reazioni del popolo Cileno e soprattutto delle vittime degli abusi che si sentono umiliate e offese dalle parole di chi a parole e persino negli ATTI aveva dichiarato guerra alla pedofilia tra le mura della Chiesa.
Eccone un passaggio:

“In un nuovo stupefacente commento fatto durante la sua visita in Sud America questa settimana, Papa Francesco ha attaccato la credibilità delle vittime del famigerato abusante del clero p. Fernando Karadima. Il papa ha accusato le vittime degli abusi di “calunnia” per le loro denunce secondo cui il vescovo Juan Barros, un protetto di Karadima, era a conoscenza dell’abuso, o anche di quello che aveva visto mentre si svolgeva. “Non c’è un briciolo di prova contro di lui”, ha detto Francesco a un giornalista cileno al termine della sua visita in Cile. “È tutto calunnioso. È chiaro?”
Su Twitter, “l’accusatore più accanito” di Barros, Juan Carlos Cruz, si è scagliato contro l’assurdità del papa in attesa di prove del suo abuso:
“Come se si potesse prendere un selfie o una foto mentre Karadima ha abusato di me e degli altri e Juan Barros in piedi accanto a lui a guardare tutto. (…).Rimaniamo gli stessi e il suo perdono rimane vuoto. ”
L’indignazione del popolo Cileno è veramente alle stelle, tanto che alla messa nel campus si sono presentati “quattro gatti” quando si aspettavano folle oceaniche e le foto ne danno testimonianza.
Vi è anche il gesto scortese ( a dir poco scortese), con cui prende a schiaffi la mano di una religiosa che gliela tende per un saluto.

(Anche qui vi è un video imbarazzante quanto inequivocabile).
Si tratta di quello stesso pontefice che un attimo dopo dichiara che le violenze sulle donne sono inaccettabili.

Per carità, non si può minimamente porre in simmetria un gesto scortese ma pesante come uno schiaffo, con certe situazioni di violenza sulle donne.

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Ma non è questo il punto.
Il punto è che Francesco ha una immagine pubblica costruita che non sta reggendo al suo vero carattere.

La natura del temperamento di Bergoglio sta emergendo pubblicamente, come il penoso VILIPENDIO del sacramento del matrimonio in alta quota.

Valido o non valido, resta che ormai tutto serve alla causa del “Marketing di Francesco”, il papa in odore di pubblicità anziché di santità.
In effetti, del matrimonio in aria si sapeva già da dicembre ed è stato studiato un bel copione. Con tanti saluti fraudolenti a quelli che vivono di telenovelas argentine e bazzicano per siti insi-pienti a cui tocca pure dare credibilità al penoso teatrino del “ci avevamo pensato ma è bruciata la Chiesa che avevano scelto”.

Il Papa si appropria di tutti i sacramenti se la buona causa è difendere la propria immagine in caduta libera.

Non servono commenti ma preghiere.
Il Papa chiede perdono pubblicamente per gli abusi, ma attacca le vittime definendole “calunniatrici”.

Il risultato è che il Cile non ci crede più e non si è prestato a fare da comparsa oceanica nelle “Messe da Campus”.
Come Cattolico non esulto nel vedere questa parabola discendente di un papa che non riesce ad essere credibile nella fede personale, come teologo e ora nemmeno come buon pastore.
Consolare gli afflitti è un’ opera di Misericordia Spirituale e stava pure nel gran presepe orribile a San Pietro.
Giungere a strumentalizzare un sacramento è veramente dissacrante ma dà la misura dell’ emergenza reale in atto: IL MONDO NON CREDE PIÙ ALL’ EFFETTO BERGOGLIO.
Il mondo si sta accorgendo, a spese sue, che le lacrime sono di coccodrillo, le scuse sono d’ufficio, mentre le accuse sono reali.

Lo schiaffo sulla mano della povera suora con un evidente atteggiamento di intolleranza sta in un video che non avrei voluto vedere.
Come non avrei voluto vedere lo “sceriffo” Bergoglio che soccorre una soldatessa e una doppiezza nel rispedire al mittente una mano tesa da una religiosa.

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Eppure c’era una telecamera anche in quel momento.
Per il bene della Chiesa sarebbe opportuno che si ritirasse da pontefice e affrontasse la sua umanità in segreto con Cristo.

Il paracadute che serve persino ad un papa. Soprattutto al papa.

Quella Santa Vergogna di Pietro davanti allo sguardo di Gesù al canto del Gallo.

Santità …è ora che lei pianga.

Perché non riesce più a gestire due personalità e questo è un problema oggettivo per la Chiesa Cattolica, nonostante l’ impegno continuo e straordinario dei mass media, dei leccacalzini e di certa curia.

Noi non abbiamo mai chiesto da lei questo sacrificio: la doppia personalità!
La prima e autentica personalità di Bergoglio straripa su quella del marketing e ad ogni viaggio apostolico è sempre più evidente.
A questo punto l’uscita di scena più elegante e corretta e onesta verso Dio e verso la Sua Santa Chiesa (di Cristo intendo, naturalmente), sarebbero le dimissioni.
Questa sarebbe una grande opera di Misericordia verso tutti.

E, soprattutto, necessaria a lui per fargli capire che in fondo avremmo preferito la sua vera fragilità umana piuttosto che quella propagandata, Anche quella, persino quella, per essere un uomo/papa accettato dalla gente comune.
Il popolo è stufo delle bugie di Francesco e l’ unica operazione estetica da fare resta quella di smetterla di recitare.
Chi ama il papa gli deve dire che è giunto il momento di piangere.

Sul serio.

Ave Maria!
Crociato di Fatima

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.