CATANIA – Dopo il compimento degli 11 anni scattava l’obbligo di assumere anticoncezionali, in un caso, la vittima degli abusi del cosiddetto “Arcangelo” Piero Capuana, capo della setta di Aci Bonaccorsi, sarebbe stata costretta ad ingoiare la pillola del giorno dopo. Il dramma che emerge dai racconti delle vittime “plagiate” – secondo la ricostruzione della magistratura – è che le minorenni mentre vivevano l’inferno erano convinte di avvicinarsi al paradiso.
Sarebbe questo il risultato dell’operato “criminale” dei vertici della setta, tre donne e, appunto, Capuana. Mario Brancato, il suo legale di fiducia, contattato da Livesicilia assicura di riuscire a smontare “una parte consistente della accuse grazie alle indagini difensive effettuate negli ultimi mesi”. La battaglia legale sarà dura, la Procura, oltre alle testimonianze “tutte concordanti” di quelle che, fino a questo momento, sono considerate “vittime” della setta, ha in mano le intercettazioni che immortalano il tentativo, recentissimo, di convincere una minore a concedersi completamente a Capuana.
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