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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Pedofilia. Le direttive farsa del Parlamento Europeo. Il Vaticano ringrazia, Pene più severe ma niente sul problema maggiore: la prescrizione

Pedofilia. Le direttive farsa del Parlamento Europeo. Il Vaticano ringrazia, Pene più severe ma niente sul problema maggiore: la prescrizione

Redazione WebNews by Redazione WebNews
12 Ottobre 2011
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Credono di combattere la pedofilia inasprendo le pene, dimenticando che i problemi maggiore sono, in Italia come altrove, la prescrizione e l’assenza di obbligo di denuncia dei crimini pedofili. Un bambino non andrà mai a denunciare le violenze subite, se non quando, diventato adulto, avrà elaborato la violenza subita. nel frattempo la prescrizione avrà salvato il criminale.

Nel frattempo i privati cittadini che sapevano e non hanno denunciato invocheranno che non avevano l’obbligo di denunciare. E i vescovi e preti conniventi ringrazieranno.

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E questo in Vaticano lo sanno molto bene.

www.europarl.europa.eu/it/headlines…evere-per-abusi

Sessione plenaria dal 24 al 27 ottobre 2011

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Pedofilia: il Parlamento dispone sanzioni più severe per abusi

La direttiva richiede di rimuovere i siti web a carattere pedopornografico.
Gli Stati membri avranno due anni per adeguare la loro legislazione nazionale a questa direttiva.

Il numero dei siti web dedicati alla pedopornografia sta crescendo e si stima che ogni giorno siano messe in circolazioni circa 200 immagini pornografiche. ©Belga/ANP

Il numero dei siti web dedicati alla pedopornografia sta crescendo e si stima che ogni giorno siano messe in circolazioni circa 200 immagini pornografiche. ©Belga/ANP

Gli abusi sui minori e la visione d’immagini a carattere pedopornografico sul web saranno puniti in maniera più severa nell’UE grazie alle nuove regole approvate dal Parlamento giovedì. La direttiva richiede anche agli Stati dell’UE di rimuovere i siti a carattere pedopornografico o, quando questo non sia possibile, di bloccare l’accesso a queste pagine dal proprio territorio nazionale. Alcuni studi affermano che il 10-20% dei minori europei è a rischio di abuso sessuale.

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La direttiva che combatte gli abusi, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia, già concordata con gli eurodeputati e i ministri degli affari interni, introdurrà disposizioni valide in tutta Europa per rafforzare la prevenzione, i procedimenti a carico dei trasgressori e la protezione delle vittime. Gli Stati membri avranno due anni per adeguare la loro legislazione nazionale a questa direttiva.

Nel corso del dibattito in Aula, la relatrice, Roberta Angelilli (PPE, IT) ha dichiarato che “la nuova direttiva per combattere gli abusi sui minori, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia rappresenta uno strumento legislativo innovatore e un passo avanti per la protezione dei nostri bambini. Il testo sarà a disposizione delle autorità competenti e delle ONG per assicurare la tolleranza zero per tutti i crimini contro i bambini”.

Tempi duri per i pedofili

Il testo stabilisce sanzioni penali minime per circa venti tipologie di crimini – molte di più di quelli finora incluse nella legislazione UE. Il Parlamento si è battuto per avere sanzioni più dure nei vari Paesi europei, specialmente nei casi in cui a compiere gli abusi siano persone che abbiano la fiducia dei bambini, ricoprano una posizione di autorità o esercitino una qualche forma d´influenza su di loro (ad esempio familiari, tutori o insegnanti) o abusino di bambini particolarmente vulnerabili (ad esempio quelli con disabilità fisiche o mentali o dipendenza da droga o alcool).

Per esempio, costringere un bambino a compiere atti sessuali o obbligarlo a prostituirsi sarà punibile con almeno 10 anni di prigione. I produttori di pornografia minorile rischieranno almeno tre anni e chi usufruirà di materiale pornografico sul web ne rischierà almeno uno.

Adescamento on-line e turismo sessuale

Nell’UE l’adescamento online diventerà un crimine, così come il turismo sessuale, sia che il crimine sia compiuto sul territorio di uno Stato membro sia che venga commesso al di fuori dell’UE, ma da un cittadino europeo.

La pedopornografia deve sparire dal web…

Gli Stati membri saranno obbligati ad assicurare una tempestiva eliminazione delle pagine web che contengono materiale pedopornografico ospitate sul proprio territorio. Dovranno inoltre fare del loro meglio per cooperare con paesi terzi (Stati Uniti o altri) per ottenere la rimozione di questi siti anche se ospitati su server al di fuori dell’UE.

… o almeno l’accesso a quelle pagine deve essere bloccato

Sostieni Rete L Sostieni Rete L Sostieni Rete L

La rimozione da Internet di pagine a contenuto pedopornografico tuttavia risulta talvolta impossibile (ad esempio perché gli Stati in cui sono ospitati i server non sono disposti a cooperare o perché la rimozione richiederebbe troppo tempo). In questi casi il testo, in accordo con il Consiglio, afferma che gli Stati membri dovranno bloccare l’accesso a queste pagine per tutti gli utenti Internet del proprio territorio nazionale. Le misure per bloccare questi siti web dovranno seguire procedure trasparenti e assicurare le necessarie tutele.

Il numero dei siti web dedicati alla pedopornografia sta crescendo e si stima che ogni giorno siano messe in circolazioni circa 200 immagini pornografiche con dei bambini come protagonisti e che queste immagini stanno diventando sempre più vivide e violente.

Impedire ai pedofili di lavorare con i bambini

Poiché il 20% dei molestatori continua a commettere violenze anche dopo la condanna, la direttiva dispone che ai condannati per questi tipi di crimini sessuali “sia interdetto, in via temporanea o permanente, almeno l’esercizio di attività professionali che comportano contatti diretti e regolari con minori”.

I datori di lavoro avranno perciò diritto a richiedere informazioni alle autorità giudiziarie su eventuali condanne per abusi sessuali sui minori. Agli Stati membri verrà richiesto inoltre di prendere ulteriori misure come ad esempio inscrivere i nomi dei condannati per pedofilia in un apposito registro.

Prossime tappe

Si prevede che la direttiva, frutto di un accordo informale con i governi nazionali, sarà formalmente adottata dal Consiglio dei ministri prima della fine dell’anno. Gli Stati membri avranno poi due anni per adeguare la loro legislazione nazionale.

Il testo è stato approvato con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.